Di Augusto D’Ambrogio
A Frosinone cresce la tensione politica attorno al futuro dell’amministrazione guidata dal sindaco Riccardo Mastrangeli. L’ipotesi di un azzeramento della Giunta, fino a oggi considerata una vera e propria “parola tabù” dal primo cittadino, torna prepotentemente al centro del dibattito come passaggio ormai quasi inevitabile per provare a ricostruire una maggioranza solida in Consiglio comunale.
Una maggioranza ridotta e sempre più eterogenea
La coalizione che attualmente sostiene Mastrangeli conta 16 voti su 33, una soglia che non garantisce stabilità politica. Al suo interno siedono anche tre consiglieri che, nel 2022, erano stati eletti all’opposizione. Un quadro capovolto rispetto all’inizio della consiliatura, segnato da continui spostamenti e ridefinizioni dei gruppi.
Negli ultimi 41 mesi, infatti, diversi consiglieri inizialmente eletti nel centrodestra hanno preso le distanze dall’amministrazione, passando ufficialmente all’opposizione. Tra questi figurano:
Anselmo Pizzutelli,
Maria Antonietta Mirabella,
Francesco Pallone, oggi in FutuRa,
tutti eletti originalmente nella lista Mastrangeli.
A loro si affiancano Giovan Battista Martino e Teresa Petricca, candidati con la lista Ottaviani e ora anch’essi in FutuRa.
Cristian Alviani, altro ex Ottaviani, siede invece in Forza Italia, dove è entrato anche Pasquale Cirillo, già candidato nella lista Civica e oggi segretario cittadino del partito.
Restano nelle loro collocazioni iniziali Maurizio Scaccia (Forza Italia) e Giovanni Bortone (Lega).
Un rimpasto che potrebbe cambiare molti equilibri
Un eventuale azzeramento dell’esecutivo obbligherebbe il sindaco a una riflessione numerica e politica sui rapporti di rappresentanza tra gruppi e assessori. Un passaggio delicato, che Mastrangeli conosce bene e che potrebbe mettere in discussione alcune figure chiave della Giunta.
I nomi più esposti sarebbero:
Adriano Piacentini (Bilancio), ormai senza il sostegno di un gruppo consiliare dopo la rottura con Forza Italia;
Rossella Testa (Lega), che ha visto dimezzarsi la rappresentanza del suo partito in Consiglio;
Angelo Retrosi (Lavori pubblici), espressione della lista Ottaviani, passata da cinque a due consiglieri ma ancora titolare di due assessorati.
La situazione dei gruppi, profondamente mutata dall’inizio della legislatura, rende complesso mantenere l’attuale assetto.
La partita per allargare la coalizione
Il sindaco starebbe valutando se aprire alla lista Marini e al Polo Civico, che già da tempo sostengono Mastrangeli ma non hanno una rappresentanza in Giunta.
Resta aperta anche la questione della lista Marzi: l’ipotesi di conferire la delega all’Urbanistica a Carlo Gagliardi, come semplice consigliere, è stata bloccata dalla galassia leghista, ma potrebbe tornare in discussione in un nuovo scenario politico.
Intanto Fratelli d’Italia, insieme ai consiglieri Massimiliano Tagliaferri e Andrea Turriziani, spingono apertamente per un azzeramento della Giunta come condizione preliminare per una riflessione complessiva — una sorta di “tagliando” di fine consiliatura, che includa anche la definizione del perimetro della coalizione in vista del 2027.
Il fattore elezioni provinciali
Sul piano provinciale la dinamica non è meno delicata. L’ex sindaco Nicola Ottaviani conta su 7-8 voti ponderati per la conferma del consigliere Andrea Amata (Di Vicalvi).
In Fratelli d’Italia è quasi certa la candidatura del consigliere Sergio Crescenzi, mentre Fabio Tagliaferri punta sul capogruppo Franco Carfagna.
Forza Italia, invece, sarebbe pronta a schierare Pasquale Cirillo.
Va ricordato che alle provinciali votano solo sindaci e consiglieri dei 91 comuni della Ciociaria: un eventuale scioglimento anticipato del Consiglio comunale di Frosinone farebbe venire meno questa opportunità, determinando persino la decadenza dell’eletto, un dettaglio che il centrodestra tiene in forte considerazione.
Conclusione
Il quadro politico frusinate è dunque in rapido movimento. La maggioranza Mastrangeli appare fragile e divisa, mentre cresce la pressione — interna ed esterna — per un riassetto complessivo della Giunta. Un passaggio che potrebbe rivelarsi inevitabile per ricompattare il centrodestra e restituire stabilità al governo cittadino.
