Famiglia nel bosco, l’ avvocato Giovanni Angelucci rinuncia alla difesa

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L’avvocato Giovanni Angelucci — finora legale della coppia al centro del caso della “famiglia nel bosco” di Palmoli (Chieti) — ha deciso di rinunciare all’incarico di difesa. La decisione interrompe un legame professionale in un momento decisivo, prima della definizione del ricorso contro l’ordinanza di allontanamento dei tre figli.
Angelucci, noto anche per il suo impegno politico locale, era diventato figura mediatica del caso, intervenendo nelle interlocuzioni con i servizi sociali e le istituzioni, e curando la difesa legale della famiglia.
Il provvedimento: perché il tribunale ha tolto i figli
Il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila ha stabilito l’allontanamento dei tre minori — una bambina di otto anni e due gemelli di sei — dalla loro abitazione, una casa immersa nel bosco, ritenendola inadeguata.
Nel decreto si cita il rischio per il diritto alla socialità, la carenza di condizioni igienico-sanitarie, l’assenza di una struttura abitativa idonea, e la mancanza di una istruzione secondo i parametri richiesti.
Secondo la corte, la situazione esprimeva un “rischio concreto” per lo sviluppo psico-fisico ed educativo dei bambini, a causa dell’isolamento e dell’assenza di socializzazione adeguata.

La difesa contesta: «Documenti ignorati», si prepara ricorso

Gli avvocati della famiglia contestano la decisione, sostenendo che uno dei punti centrali — l’istruzione — è stato valutato in modo errato. Loro affermano che la bambina più grande frequentava un percorso di istruzione parentale regolarmente autorizzato, e che l’attestato di idoneità — richiesto per il passaggio di classe — era stato ottenuto e protocollato.

Tuttavia, secondo la difesa, quel documento non sarebbe mai arrivato agli atti del tribunale, configurando un vero e proprio “cortocircuito istituzionale”.

Ora la famiglia – con un nuovo legale dopo la rinuncia di Angelucci — preannuncia un ricorso, chiedendo la revisione dell’ordinanza e puntando al ricongiungimento dei minori con i genitori.

Conseguenze immediate e reazioni

I bambini, accompagnati dalla madre, sono stati trasferiti in una struttura protetta. Il padre, invece, resta separato — la decisione ha suscitato forte sconcerto e dolore nell’intera famiglia.

La vicenda ha acceso un acceso dibattito pubblico sul tema della libertà educativa, delle condizioni di vita alternative e della tutela dei minori ― tensioni che coinvolgono giudizio sociale, istituzioni e opinione pubblica.

Con la rinuncia di Angelucci, la famiglia perde una figura che univa tutela legale e visibilità mediatica: il percorso di ricorso potrebbe risultare più complesso, mentre la prossima fase giudiziaria assume un valore decisivo.

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