Frosinone, tensione in Aula: manca il numero legale sulla mozione Pizzutelli. Passa l’ordine del giorno di Marzi

FROSINONE CONSIGLIO COMUNALE 2

Si infiamma il confronto politico in Consiglio comunale a Frosinone, dove la seduta di ieri ha messo in evidenza equilibri delicati e nuove alleanze. Due documenti, entrambi dedicati alla situazione nella Striscia di Gaza ma con impostazioni differenti, hanno provocato una frattura evidente tra i gruppi consiliari.
Ordine del giorno di Marzi approvato: 12 favorevoli e 8 astenuti
A prevalere è stato l’ordine del giorno presentato da Domenico Marzi, approvato con 12 voti favorevoli e 8 astenuti. Pur riconoscendo la natura meramente simbolica dell’atto, Marzi ha difeso la necessità di un pronunciamento politico dell’Aula sul conflitto mediorientale.
Determinante l’atteggiamento dei gruppi moderati: oltre ai consiglieri di Fratelli d’Italia, che hanno scelto l’astensione dopo un confronto diretto con Marzi – come confermato dal capogruppo Franco Carfagna – si sono astenuti anche il sindaco Riccardo Mastrangeli, il presidente del Consiglio Massimiliano Tagliaferri e i tre rappresentanti di Forza Italia: Pasquale Cirillo, Maurizio Scaccia e Cristian Alviani.
La votazione finale è avvenuta con soli 20 consiglieri presenti, segnale di una partecipazione ridotta e di evidenti tensioni interne alla maggioranza.
Mozione Pizzutelli affossata: salta il numero legale
Destino opposto per la mozione presentata da Anselmo Pizzutelli, sempre dedicata alla crisi in Medio Oriente. Al momento della discussione, infatti, è mancato il numero legale, decretandone la decadenza. Una scelta politica precisa, che ha di fatto favorito la linea del sindaco Mastrangeli e rafforzato il legame operativo tra la maggioranza e la lista Marzi.
Il messaggio politico è chiaro: la lista dell’ex sindaco continua a rivestire un ruolo decisivo negli equilibri del Consiglio, contribuendo a evitare l’affermazione delle posizioni dei consiglieri dissidenti della maggioranza.
Tensioni in Aula: il caso Pittiglio
Prima dell’avvio ufficiale dei lavori, non sono mancate le scintille. L’ex consigliere Roberto Pittiglio, presente tra i banchi riservati agli eletti, è stato invitato a spostarsi. Una richiesta che ha provocato una protesta decisa da parte dell’interessato.
All’appello iniziale hanno risposto 27 consiglieri su 36. Assenti, tra gli altri, Sergio Crescenzi (poi arrivato), Paolo Fanelli di Fratelli d’Italia, Alessandra Mandarelli e Carlo Gagliardi della lista Marzi, Francesco Pallone (FutuRa) e Fabrizio Cristofari del Partito Democratico.
Equilibri politici in movimento
La seduta si è chiusa con una fotografia nitida degli equilibri politici cittadini: la maggioranza appare divisa, i dissidenti restano isolati e la lista Marzi continua a essere l’ago della bilancia nelle scelte dell’Aula, soprattutto quando si tratta di votazioni dal forte valore simbolico

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