Comunicato stampa Ceccano a Sinistra – Ceccano, eredità Caligiore e il master fantasma: mentre i bambini restavano a piedi qualcuno studiava… con i soldi del Comune?
Nessuna trasparenza, nessun atto pubblico. Ma ora spunta un presunto master universitario finanziato durante la precedente amministrazione. Intanto, ottocento famiglie aspettano ancora uno scuolabus. Si scopre oggi, quasi per caso, che durante la precedente amministrazione comunale di Ceccano alcuni dipendenti avrebbero frequentato un master universitario alla Niccolò Cusano, a spese del Comune. Una notizia mai trapelata ufficialmente, che lascia più di una perplessità, soprattutto se si ricorda che, nello stesso periodo, lo scuolabus comunale era stato cancellato “per mancanza di fondi”.
Ma facciamo un passo indietro …..
Anno scolastico 2024/25: il servizio di trasporto scolastico non parte. L’amministrazione di allora dichiara che “non ci sono risorse disponibili”. Risultato: circa ottocento bambini costretti a restare a piedi, genitori in difficoltà, proteste davanti al Comune e flash mob organizzati dal collettivo Ceccano2030, di cui siamo parte attiva. Un diritto elementare, quello allo studio, rimasto per mesi solo sulla carta.
Ora, a distanza di tempo, salta fuori un dettaglio che riaccende le domande: alcuni dipendenti comunali avrebbero frequentato corsi universitari o master post-laurea, pagati con fondi comunali, presso l’Università Niccolò Cusano — fondata da Stefano Bandecchi, rinviato a giudizio per la gestione dell’ateneo a cui l’amministrazione comunale di Ceccano, sotto la guida di Roberto Caligiore, aveva deciso di affidarsi. Niente di male, ben venga un Comune che investe nell’aggiornamento del personale, anche attraverso master universitari, il cui costo rappresenta spesso per molti giovani un ostacolo nel proseguire la formazione. Tutto bello, quindi, se non fosse per un piccolo particolare che apre una lunga serie di dubbi: nessun atto relativo risulta pubblicato nella sezione “Amministrazione Trasparente” del Comune, nessuna determina di impegno o di liquidazione, nessuna delibera per definire le aree da aggiornare o i criteri di selezione del personale, nessun bando o avviso per raccogliere candidature interne.
Insomma, un master fantasma, spuntato quando i soldi sembravano non esserci, per aggiornare non si sa chi, come e perché. E le domande che oggi ci si pone sono le stesse che molti cittadini si fanno guardando all’eredità lasciata da quell’esperienza amministrativa: dove sono gli atti? chi ha beneficiato di quei corsi? chi li ha approvati? chi ha individuato il personale da formare? perché proprio l’Università Unicusano? e, soprattutto, oltre a quello emerso, ne sono stati acquistati altri?
Domande semplici, alle quali – per ora – non ci sono risposte. Ma che meritano chiarezza, e per questo , ora, spetta all’amministrazione Querqui scoperchiare in toto, e non solo in parte, il vaso di pandora che sembra ancora rinchiudere la vita amministrativa cittadina . Perché non si tratta di polemica politica, ma di trasparenza. Quella che non c’è stata allora e che oggi i cittadini pretendono, insieme alla voglia di cambiare davvero registro e metodo in questa città.
