🟤 “Cosa resta della nostra umanità?” – Il Parco condanna l’inseguimento dell’orsa e del suo cucciolo in Molise

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Il video che ha indignato il web. Il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise denuncia l’autore del gesto ai Carabinieri Forestali di Isernia: “Un’azione ingiustificabile, indagini in corso”.

Molise – Sta facendo il giro del web il video che mostra un’orsa e il suo cucciolo in fuga lungo una strada di montagna, inseguiti da un’automobile. Le immagini, che hanno scatenato rabbia e indignazione sui social, arrivano dal Molise, appena fuori dai confini del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

L’Ente Parco è intervenuto con una nota ufficiale, definendo l’episodio “un gesto ingiustificabile” e confermando di aver denunciato immediatamente il fatto al Gruppo dei Carabinieri Forestali di Isernia, che ha già avviato gli accertamenti per individuare i responsabili.

“Non si tratta di un episodio isolato – si legge nella nota –. Nella primavera del 2022, per un caso analogo accaduto a Roccaraso, le indagini portarono al rinvio a giudizio dell’autore.”

Il Parco ha voluto anche lanciare un messaggio forte, che va oltre la cronaca e tocca la coscienza collettiva:

“Inseguire un orso, ma in generale qualsiasi animale selvatico con la macchina, è un gesto veramente ingiustificabile. E se non riusciamo a provare empatia per una madre orsa che tenta di salvare il suo cucciolo, forse è il momento di chiederci cosa resta della nostra umanità.”

Parole dure, che riflettono la stanchezza e la preoccupazione di chi ogni giorno lavora per tutelare una specie simbolo dell’Appennino, già minacciata da incidenti e comportamenti irresponsabili.

Il Parco Nazionale ha assicurato che continuerà a seguire da vicino la vicenda, informando l’opinione pubblica sugli sviluppi delle indagini.

Un richiamo importante, che invita ciascuno a riflettere sul proprio rapporto con la natura e con la vita selvatica: perché la vera civiltà, forse, inizia proprio dal rispetto per chi non può difendersi.

 

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