Frosinone, maggioranza in bilico: scontro su “quota 17” e nuove tensioni in Consiglio comunale

Frosinone Palazzo comunale comune

Di Augusto D’Ambrogio.
Frosinone – Si accende nuovamente lo scontro politico a Palazzo, con la maggioranza che sostiene il sindaco Riccardo Mastrangeli chiamata a fare i conti con il nodo della cosiddetta “quota 17”, il numero minimo di consiglieri necessario a garantire il quorum in prima convocazione.
A insistere sulla necessità di raggiungere quella soglia sono soprattutto Fratelli d’Italia, con il presidente del Consiglio comunale Massimiliano Tagliaferri e il consigliere Andrea Turriziani, che considerano la questione “fondamentale per la tenuta amministrativa e politica della coalizione”.
Dalla parte opposta, invece, la galassia leghista sembra non avere la stessa urgenza. L’equilibrio interno alla maggioranza resta dunque precario, e il clima si annuncia rovente in vista del Question Time di mercoledì prossimo, quando in aula torneranno i temi che avevano infiammato l’ultima seduta consiliare.
Consiglio spaccato e opposizioni compatte
Durante l’ultima riunione, la coalizione di governo è uscita dall’aula prima dell’avvio del dibattito, lasciando al solo vicesindaco Antonio Scaccia il compito di rispondere alle opposizioni. Gli assessori hanno abbandonato i lavori, e alla fine non si è votato nulla, ma le polemiche sono esplose con forza.
Sul piano politico, il Partito Democratico e i dissidenti del centrodestra hanno fiutato l’occasione: unendo le forze, possono mettere in difficoltà la maggioranza in seconda convocazione, dove per la validità della seduta bastano 12 presenze.
La strategia dei numeri
Fino a gran parte del 2025, il numero legale era stato garantito proprio grazie alla lista Marzi, con i consiglieri Domenico MarziAlessandra Mandarelli e Carlo Gagliardi. Diversa la posizione di Armando Papetti, che ha ribadito più volte di “non voler fare il diciassettesimo”.
Papetti guarda già al futuro, in vista delle amministrative del 2027, quando dovrebbe sostenere la candidatura a sindaco di Vincenzo Iacovissi, appoggiato da una coalizione di quattro liste guidata dal PSI.
Con la riduzione del quorum a 12 in seconda convocazione, il ruolo della lista Marzi non appare più decisivo. I Dem e i dissidenti possono contare su numeri sufficienti per incidere, e su alcuni temi potrebbero trovare convergenze anche con il PSI.
La tensione nella maggioranza
Il malessere cresce anche all’interno dello schieramento di governo. La richiesta di Fratelli d’Italia di rafforzare i numeri con un “diciassettesimo consigliere” stabile non ha trovato piena condivisione nella Lega, mentre la proposta di attribuire la delega all’urbanistica al consigliere Carlo Gagliardi (lista Marzi) ha alimentato ulteriore nervosismo politico.
Una situazione fluida, in cui ogni mossa pesa. La stabilità della maggioranza Mastrangeli resta appesa a un filo, e il prossimo Consiglio comunale si annuncia decisivo per capire se “quota 17” resterà solo un auspicio o diventerà la base di un nuovo equilibrio politico a Frosinone.

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