“Ancora una volta assistiamo al tentativo, ormai ricorrente, da parte della amministrazione regionale di centrodestra Rocca e di alcuni suoi rappresentanti, di intestarsi risultati e progetti avviati da tempo da altre amministrazioni. L’ultimo esempio riguarda l’intervento di bonifica dell’ex cartiera Vita Mayer di Ceprano, per il quale oggi si parla impropriamente di ‘promessa mantenuta’. È utile ricordare la reale cronologia dei fatti: le conferenze di servizio per il procedimento del SIN Bacino del fiume Sacco iniziarono nel settembre 2014, portando nel 2016 al decreto ministeriale di perimetrazione. Nel 2018, la Regione Lazio a guida centrosinistra com il Presidente Zingaretti e il Comune di Ceprano lavorarono intensamente per la richiesta e l’inserimento degli interventi oggetto di finanziamento all’interno dell’accordo di programma, poi siglato nel marzo 2019. Già allora fu richiesto e ottenuto un importo di 793.670 euro, proveniente da risorse FSC – Patto per il Lazio. Le gare per l’affidamento dei lavori sono ripartite nel 2022, con aggiudicazione a gennaio 2023 e perfezionamento a giugno dello stesso anno. A febbraio furono eseguite le operazioni di pulizia del verde, la rimozione dei rifiuti e la delimitazione dell’area di cantiere. Poi, con il cambio di guida dell’amministrazione regionale, il tutto si è nuovamente fermato, fino alla ripresa delle attività solo nel maggio 2025”.
Così in una nota la consigliera regionale Pd, Sara Battisti, e i consiglieri comunali ed ex esponenti della Giunta Galli di Ceprano, Vincenzo Cacciarella ed Elisa Guerriero.
“Alla luce di questi dati – proseguono – parlare oggi di ‘promessa mantenuta’, così come fa il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Daniele Maura, significa non aver nemmeno letto il cronoprogramma o, peggio, voler deliberatamente confondere i cittadini. I fatti dicono altro: il percorso amministrativo e finanziario che ha portato alla bonifica è stato avviato, costruito e reso possibile ben prima dell’attuale Giunta. Invitiamo pertanto i consiglieri regionali di maggioranza a leggere le carte prima di rivendicare meriti che non spettano loro. La trasparenza e la correttezza istituzionale dovrebbero essere un dovere di chi amministra, non un optional”.
