Di Augusto D’Ambrogio
Roma – La recente vicenda normativa sugli affitti brevi si aggiunge all’elenco delle tensioni interne alla maggioranza, rivelando le profonde divergenze tra i partiti che la compongono, ciascuno portatore di interessi spesso contrastanti.Non si tratta soltanto di un disguido tecnico o di un ritardo burocratico. Il pasticcio mette in luce come il governo Meloni, giunto ormai al terzo anno di mandato, stenti a tradurre in scelte coerenti le numerose promesse e pulsioni propagandistiche che la destra ha alimentato negli anni. Tra annunci roboanti e iniziative frammentarie, l’esecutivo sembra incapace di dare un senso compiuto a politiche che avrebbero bisogno di chiarezza e coerenza. Gli osservatori politici sottolineano come la gestione della norma sugli affitti brevi sia emblematica di un problema più ampio: l’incapacità di armonizzare le spinte divergenti interne alla maggioranza con le esigenze reali del Paese. Il rischio, avvertono, è che episodi simili compromettano la credibilità dell’esecutivo, già messo alla prova dalle difficoltà di coordinamento tra le anime della coalizione
