Abbandono dell’aula e tensioni politiche: la mozione su Gaza divide il Consiglio di Frosinone

palazzo munari COMUNE FROSINONE

L’analisi critica della “fuga” del Sindaco Mastrangeli porta, in sintesi, all’interpretazione postuma che a volte il rimedio è peggio del danno.  Il  fatto palese  riguardante  l’abbandono  del Sindaco, della Giunta, del Presidente e dei Consiglieri di maggioranza verificatasi nel corso del  consiglio comunale del 10 ottobre a Frosinone , trasmesso in diretta streaming, ha generato un’ interpretazione  giornalistica che, nei fatti, è una NON  realtà. Qualcuno ha scritto, che i rimasti in aula a garanzia del numero legale abbiano fatto da stampella alla sinistra. Affermazione surreale laddove semplicemente si consideri che una mozione su Gaza è stata presentata dal consigliere  Anselmo Pizzutelli, capogruppo della lista Mastrangeli , firmata dalla consigliera  Antonietta Mirabella eletta sempre in quella  lista ,nonché dal consigliere  Giovanni Bortone ,capogruppo della Lega con  Riccardo Mastrangeli, Sindaco in quota Lega. Definire di  sinistra questa mozione è quindi  mistero degno di una ginnastica retorica da primato. Ancora acrobazia politica  quando ci si riferisce  all’altra mozione presentata dal consigliere Marzi,  appellata, da qualcuno, addirittura  inutile . Risibile l’apprendere  a mezzo stampa  che i consiglieri di opposizione  rimasti in aula, sarebbero stati  stampella del consigliere Marzi gli interventi del quale ,ricordiamo, hanno fatto sì ,come noto, che questa amministrazione, colpita da zoppia cronica ,sia ancora deambulante. Addirittura la coerenza istituzionale ,civile, umana ed etica di  consiglieri in aula, interpretata , proditoriamente  come  atto di tradimento politico. Lettura priva di qualsivoglia  spiraglio reale interpretativo. Un ribaltamento inappropriato, apparentemente misterioso che farebbe sorridere se non fosse davvero tragico. Etica e  non di sinistra è l’apertura del confronto costruttivo sull’orrore di Gaza , al quale l’anelata  tregua in attesa del completamento del percorso di pace, ovviamente non disconosciuta dai consiglieri di minoranza rimasti dignitosamente in aula il 10 ottobre, aggiunge ancora più forza alla condanna dell’efferatezza  e alla  disumanità del conflitto, con necessità assoluta e prioritaria di portare in memoria immediata e futura l’impari eccidio di ben oltre 60.000 morti e la sofferenza assoluta che lo ha contraddistinto. Spettacolo di fuga continua dal confronto civile e democratico, da parte della maggioranza, già avvenuto nel precedente consiglio, a testimoniare una volontà di non rapportarsi ad un dramma epocale  di fronte a cui ,a tutte le latitudini, nessuno si è sottratto, tranne i nostri amministratori, sia prima che dopo la tregua. Grottesca e patetica quindi la successiva giustificazione del Sindaco data alla stampa il giorno dopo. I fuggiaschi, in massa si sono rintanati altrove e in tarda serata sono coraggiosamente usciti dalla porta posteriore del Palazzo Comunale, senza la dignità di riconfluire in aula. La stessa aula  in precedenza abbandonata in fila disordinata al richiamo di nota consigliera di maggioranza, seguita da  raccolta massiva dagli spalti  di indumenti , borse e zaini  appartenenti ai fuggiti ,  ad opera di assessora pateticamente servizievole. Un Sindaco ascolta le posizioni di maggioranza e opposizione,  rispetta i temi di interesse pubblico e, soprattutto, da esempio di responsabilità. Non è gesto neutro abbandonare l’aula ,specialmente in diretta pubblica e su tema di rilievo umanitario, bensì declinazione diretta di disinteresse verso il confronto democratico , che mina profondamente la credibilità istituzionale del fuggiasco, espandendo la percezione, appunto, di una  e propria defezione squisitamente politica dalla quale, magari, non potersi esimere o non poter negare ad altri. Grave gesto politico, fallimento istituzionale a simbolo di un modo di governare che preferisce la fuga al confronto ,anche quando il tema riguarda la sofferenza. Questa è pavida incoerenza narrata come aplomb spendibile .
Gruppo FutuRa

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