Cassino, Stellantis: produzione ai minimi storici. Il plant cassinate trema e guarda all’Europa

CATENA DI MONTAGGIO STELLANTIS

Crisi senza precedenti per lo stabilimento Stellantis di Cassino, dove la produzione ha toccato un nuovo minimo storico. I dati diffusi dal report FIM-CISL parlano chiaro: al 30 settembre 2025 sono usciti dalla fabbrica poco più di 14.000 veicoli, con 84 giorni di stop produttivo e un calo del 28% rispetto allo stesso periodo del 2024. Numeri che pesano non solo sullo stabilimento, ma sull’intero tessuto economico del basso Lazio.
Se il trend dovesse confermarsi, a fine anno la produzione potrebbe non superare le 22.000 unità, segnando uno dei momenti più difficili nella storia del plant cassinate. Le conseguenze si fanno già sentire sull’indotto: contratti risolti, strutture smantellate e disponibilità di lavoro in netto calo.
In questo scenario di forte incertezza, il Governo ha espresso la volontà di investire sulla sicurezza e sulla riconversione delle aree industriali in disuso, puntando su nuovi settori strategici come aerospazio e sicurezza. Un segnale di speranza che si affianca all’attesa delle risposte da parte dell’Unione Europea, chiamata a definire la linea per il rilancio produttivo.
Intanto, il dottor Filosa ha nominato la sua nuova squadra in vista dell’incontro di Torino del 20 ottobre, dove sarà presentato il piano 2026. Tra le figure chiave del progetto spicca il dottor Imparato, individuato come riferimento strategico per lo stabilimento di Piedimonte San Germano.
Tra crisi e riconversione, Cassino resta al centro di una partita decisiva per il futuro industriale del Lazio meridionale.

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