Giulia Schiff, tutti assolti gli otto militari: “Il fatto non sussiste”

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Il Tribunale di Latina chiude il caso sul presunto nonnismo. Commozione in aula, la giovane ex pilota lascia il palazzo di giustizia in silenzio.
LATINA – Si chiude con otto assoluzioni piene il processo per gli episodi di presunto nonnismo ai danni di Giulia Schiff, l’ex allieva dell’Aeronautica Militare che aveva denunciato di essere stata vittima di violenze durante il “battesimo del volo”. Dopo quasi quattro anni di udienze, il giudice monocratico Mario Larosa ha pronunciato ieri la sentenza: “Visto l’articolo 530 del codice di procedura penale, il fatto non sussiste”.
Una frase attesa a lungo dagli imputati e dalle loro famiglie. Al momento della lettura del dispositivo, la tensione in aula si è sciolta in un abbraccio collettivo. Nessun gesto plateale, ma una commozione profonda e composta, segno della lunga attesa e del peso di un processo che ha segnato profondamente la vita di tutti i protagonisti.
Assolti dunque Andrea AngelilliLeonardo Facchetti, Joseph GarzisiLuca MignantiMatteo PagliariIda PiconeAndrea Farulli e Gabriele Onori, tutti accusati di violenza privata e lesioni nei confronti della giovane veneta.
Il giudice ha riconosciuto che non vi fu alcun atto di nonnismo né violenza al termine della cerimonia tradizionale del “battesimo del volo”. L’accusa di lesioni, derubricata in percosse, è stata dichiarata non procedibile per tardività della querela.
In aula era presente anche Giulia Schiff, che ha ascoltato in silenzio la lettura del verdetto. Il suo volto, segnato dalla delusione, è rimasto impassibile. Subito dopo la decisione, ha lasciato l’aula senza rilasciare dichiarazioni, spingendo un passeggino con il figlio nato pochi mesi fa.
“È una sentenza equilibrata, che restituisce serenità a chi per anni ha portato il peso di accuse gravi – ha commentato l’avvocato dello Stato Maurizio Greco –. In un momento di grande dolore per l’Aeronautica, alla vigilia dei funerali dei piloti morti nell’incidente di Sabaudia, questa decisione assume un valore simbolico”.
Il procedimento, iniziato nel 2019, aveva visto sfilare in aula decine di testimoni, tra cui ufficiali dell’Aeronauticamedicipsicologi e anche l’allora ministra della Difesa Elisabetta Trenta. Un dibattimento lungo e complesso, costellato di colpi di scena e contrapposizioni accese tra accusa, parte civile e difese.
Con questa sentenza si chiude una delle vicende più discusse nella storia recente dell’Aeronautica militare italiana: un processo che ha segnato il confine tra tradizione e abuso, tra rito e reato, e che – almeno per la giustizia – si conclude con un verdetto chiaro: “Il fatto non sussiste”.

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