Giubileo dei missionari e dei migranti, il monito di Leone XIV: “La dignità umana sempre al primo posto”

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Di Augusto D’Ambrogio.
Città del Vaticano – “La dignità umana deve restare sempre al primo posto”. Con queste parole Papa Leone XIV ha aperto l’Omelia durante la Messa celebrata ieri in occasione del Giubileo del mondo missionario e dei migranti, un appuntamento carico di significato spirituale e sociale.
Davanti a una piazza gremita di fedeli, il Pontefice ha rivolto il suo pensiero a quanti, costretti ad abbandonare la propria terra, affrontano viaggi di speranza tra paura e dolore. “La missione della Chiesa – ha detto Leone XIV – è rivolta soprattutto a coloro che vivono storie ferite, segnate dalla solitudine, dalla violenza e dalla discriminazione. I fratelli migranti non devono trovare indifferenza o freddezza, ma accoglienza e rispetto”.
Un messaggio che va oltre la liturgia, toccando temi di drammatica attualità. Il Papa ha richiamato l’attenzione sulle sofferenze delle popolazioni coinvolte nella guerra in Medio Oriente, invocando la pace per Gaza e condannando con forza la nuova ondata di antisemitismo che attraversa il mondo. “Il male dell’odio e della guerra – ha ammonito – si vince solo con la fraternità e il dialogo”.
Nelle sue parole, anche un forte invito a non voltarsi dall’altra parte: “Quelle barche cariche di angoscia e speranza che cercano un porto sicuro – ha detto il Pontefice – non possono incontrare i muri della discriminazione. Devono trovare mani tese e cuori aperti”.
Un’omelia intensa, quella di Leone XIV, che ha voluto trasformare il Giubileo in un momento di riflessione profonda sulla missione cristiana e sul valore universale dell’accoglienza: “Siate sempre i benvenuti. I mari e i deserti che avete attraversato sono luoghi di salvezza, dove Dio si fa presente per liberare il suo popolo”

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