Isola del Liri, la passerella di Maura: fondi FSC usati per asfaltare il consenso

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DI AUGUSTO D’AMBROGIO.
Isola del Liri– Ancora una volta il consigliere regionale Daniele Maura annuncia con toni trionfali interventi “strategici” che, alla prova dei fatti, appaiono ben lontani dall’essere una vera svolta per il territorio. Nel suo ultimo post, Maura celebra il rifacimento del manto stradale, la realizzazione di un parcheggio e l’installazione di illuminazione e videosorveglianza nell’area dell’ex Cartiera Meridionale di Isola del Liri, finanziati con fondi FSC (Fondo di Sviluppo e Coesione).
Un intervento utile, certo, ma che appare tutt’altro che “strategico”: asfaltare qualche strada e sistemare i lampioni viene presentato come se fosse la chiave di volta per rilanciare l’economia e l’occupazione di un’intera area. Una narrazione gonfiata, che stride con i problemi reali e strutturali che le imprese e i lavoratori affrontano ogni giorno.
L’ex Cartiera Meridionale, che un tempo rappresentava il cuore pulsante dell’industria locale, chiuse i battenti nel 1982 dopo decenni di crisi e scelte sbagliate. Oggi ospita circa 400 lavoratori, il 65% donne, ma le vere sfide restano inascoltate: precarietà, carenza di infrastrutture moderne, servizi pubblici inefficienti, mobilità inesistente, fuga dei giovani e mancanza di una visione industriale a lungo termine.
Ed è qui che emerge la contraddizione: si spacciano piccoli interventi di manutenzione ordinaria come “progetti concreti per il futuro”, ma il futuro resta appeso a fondi straordinari gestiti senza un piano organico. Una toppa che non risolve il problema, un’operazione di maquillage utile più alla propaganda politica che allo sviluppo della provincia.
Ancora una volta si preferisce inaugurare un parcheggio piuttosto che affrontare con coraggio il nodo della riconversione industriale, delle politiche attive per il lavoro e della valorizzazione vera delle aree produttive. Un copione già visto: qualche cantiere, una foto di rito e il proclama sui social.
La domanda, allora, resta inevasa: è questo il “futuro” che la Regione Lazio vuole per Isola del Liri e per la Valle del Liri? Strade asfaltate e telecamere, mentre i giovani partono e le imprese faticano a sopravvivere?
Dietro lo slogan “continuiamo a investire sul futuro della nostra terra” c’è il rischio di una dura verità: il futuro si sta scrivendo altrove, e qui restano solo passerelle elettorali e proclami vuoti.

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