Fiume Liri, la schiuma che fa paura: tra silenzi istituzionali e la battaglia di Liritv per la trasparenza

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Il 4 settembre il fiume Liri si è improvvisamente coperto di una schiuma bianca all’altezza del ponte di Napoli a Sora. Una scena inquietante che ha scatenato l’allarme dei cittadini e l’immediato intervento delle istituzioni: la Polizia locale ha allertato l’Arpa Lazio per i prelievi, mentre il Consorzio di Bonifica “Conca di Sora” ha sospeso l’irrigazione nei Comuni di Sora, Isola Liri e Castelliri.
Le analisi di laboratorio hanno confermato la presenza di tensioattivi, sostanze tipiche di scarichi domestici o industriali. Non si trattava di quantità considerate pericolose, ma sufficienti a giustificare lo stop. Solo dopo ulteriori campionamenti, con valori tornati nella norma, l’acqua è stata reimmessa nei canali.
Secondo il Consorzio, l’origine del fenomeno sarebbe da ricercare a monte, in Abruzzo, da cui il Liri nasce. Da qui anche la richiesta di controlli più severi e sanzioni verso la regione confinante. Ma al di là delle responsabilità territoriali, resta il tema centrale: la trasparenza.
Il Consorzio dichiara di effettuare controlli ogni due settimane, ma i cittadini non hanno accesso a un report chiaro e costante. Anzi, invece di un comunicato ufficiale, il 10 settembre sul sito istituzionale è comparso soltanto un link a un articolo di giornale. Un dettaglio che non è passato inosservato e che alimenta dubbi e diffidenza.
I dati ufficiali del 2024 raccontano di valori regolarmente nei limiti, in alcuni casi vicini a quelli delle acque potabili superficiali. Eppure le immagini diffuse da cittadini e associazioni mostrano un’altra realtà: acque colorate, schiume improvvise, fenomeni che un campionamento quindicinale difficilmente può intercettare, visto che spesso durano poche ore.
È qui che si inserisce la battaglia di LiriTV, che da anni denuncia le criticità legate all’inquinamento del fiume e chiede più trasparenza, più controlli e informazioni accessibili. Perché la fiducia dei cittadini non si conquista con rassicurazioni generiche, ma con comunicati ufficiali, monitoraggi frequenti e dati pubblicati regolarmente.
Il Liri non è soltanto un corso d’acqua: è un bene vitale per l’agricoltura, per l’economia locale, per l’identità stessa delle comunità che lo abitano. Ogni episodio di inquinamento, ogni ritardo nella comunicazione, ogni silenzio istituzionale mina quel legame.
Ecco perché la battaglia per il Liri non è soltanto ambientale, ma anche culturale e sociale: riguarda il diritto dei cittadini a conoscere la verità su ciò che scorre nel fiume che da sempre accompagna la vita del territorio.
Foto archivio

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