Ancora una giornata di fermo sulle linee di montaggio dello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano, mentre l’indotto locale continua a subire contraccolpi pesantissimi. La mancanza di certezze sul futuro produttivo del sito cassinate aggrava una crisi che da anni mette in difficoltà aziende fornitrici, lavoratori e intero tessuto economico del territorio.Dopo il primo incontro della scorsa settimana presso la Regione Lazio, convocato nell’ambito della legge 46 sull’indotto, si attende ora il nuovo appuntamento del 17 settembre, considerato un passaggio decisivo per individuare strumenti e risposte strutturali capaci di accompagnare la transizione industriale.
A lanciare l’allarme è Gennaro D’Avino, segretario provinciale della Uilm, che parla di “scenario gravissimo”:
«I problemi di mercato, l’instabilità dei modelli attualmente in produzione e la gestione delle commesse stanno mettendo in ginocchio non solo lo stabilimento, ma l’intero comparto industriale e l’economia locale».La causa principale dei fermi produttivi è il calo degli ordini per modelli come Alfa Romeo Giulia, Stelvio e Maserati Grecale, che ormai non garantiscono più volumi sufficienti a mantenere la continuità delle attività. Mentre cresce l’attesa per l’incontro in Regione, Cassino e il suo indotto restano in bilico, sempre più esposti al rischio di un ridimensionamento che rischia di compromettere uno dei poli industriali più importanti del Lazio. Foto archivio
Cassino, Stellantis: crisi senza risposte. Il 17 nuovo confronto in Regione
