Di Augusto D’Ambrogio
Una notte di tensione estrema ha colpito la Polonia tra martedì e mercoledì, con 19 violazioni dello spazio aereo culminate nell’abbattimento di diversi droni sul territorio nazionale. È la prima volta nella storia di uno Stato membro della Nato che si verifica un simile episodio, che ha scatenato allarmi a livello internazionale.
Il premier polacco Donald Tusk ha definito l’accaduto una «provocazione pericolosa» durante il suo intervento al Sejm, la camera bassa del parlamento. «Non ci sono oggi motivi per affermare che ci troviamo in stato di guerra, ma non c’è dubbio che questa provocazione è incomparabilmente più pericolosa rispetto alle precedenti», ha dichiarato Tusk, annunciando il ricorso all’articolo 4 del trattato Nato, che prevede consultazioni tra gli alleati in caso di minaccia alla sicurezza di uno Stato membro.
Anche il presidente italiano Sergio Mattarella ha espresso preoccupazione, evocando l’orlo del «baratro» e sottolineando la necessità di risposte coordinate a livello europeo e internazionale.
Il contesto internazionale è estremamente delicato: la Polonia, confine orientale della Nato, si trova al centro di crescenti tensioni con la Russia, e la presenza di droni abbattuti rappresenta un livello di escalation senza precedenti. L’allerta riguarda non solo Varsavia, ma l’intera alleanza atlantica, che ora si trova a dover valutare misure di difesa e strategie preventive per evitare un conflitto aperto.
Mentre la comunità internazionale monitora la situazione, resta alta la tensione tra deterrenza militare e rischio di escalation. La notte polacca segna un punto di svolta nella percezione della sicurezza europea: una provocazione finora senza precedenti, che potrebbe ridefinire la soglia di intervento della Nato. FOTO ARCHIVIO
Il limite ignoto: tensione senza precedenti nello spazio aereo polacco
