Cassino – La questione è ormai sotto gli occhi di tutti. Le serate nel centro cittadino, in particolare in piazza Labriola e nelle vie adiacenti, vedono una crescente e spesso preoccupante presenza di giovanissimi che fino a notte fonda animano la movida tra eccessi e comportamenti al limite della legalità.
Alcol, farmaci e schiamazzi notturni
Molti adolescenti consumano alcolici portati da casa o procurati tramite maggiorenni compiacenti. Non mancano episodi di uso combinato di bevande alcoliche e farmaci, con effetti potenzialmente dannosi e imprevedibili. Il tutto si traduce spesso in schiamazzi sotto le abitazioni, litigi accesi e, in alcuni casi, vere e proprie risse sedate soltanto dall’arrivo delle forze dell’ordine.
La politica divisa sul coprifuoco
Il fenomeno ha spinto la politica locale a intervenire con fermezza. Una parte del dibattito punta sull’introduzione di un coprifuoco serale per gli under 14, con l’obiettivo di arginare un fenomeno percepito ormai come dilagante. L’idea si ispira al modello già adottato a Casal di Principe.
Le voci contrarie: “Serve educazione, non repressione”
Non mancano però posizioni contrarie a misure repressive. Tra queste, quella di Luigi Maccaro, responsabile della comunità Exodus ed ex assessore, che invita a non limitarsi a interventi punitivi, ma a costruire percorsi educativi, preventivi e sociali: “Capisco le preoccupazioni – sottolinea – ma resto convinto che il principio guida debba essere quello dell’educazione e non della mera restrizione”.
Una sfida aperta
La città è divisa: da un lato la richiesta di maggiore sicurezza e ordine pubblico, dall’altro la necessità di non criminalizzare i giovani ma di offrire loro alternative di socialità e crescita. Una sfida complessa, che chiama in causa istituzioni, famiglie e comunità educanti.
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