In visita privata, l’ambasciatore di Israele giustifica la tragedia di Gaza. Il sindaco Natalia tace. Parla solo Patrizi. Ma Anagni,quella vera,prende le distanze.
ANAGNI – C’è un tempo per la diplomazia, e uno per il coraggio. Quello che ad Anagni è mancato.
Sabato scorso, l’ambasciatore di Israele in Italia è stato accolto con toni enfatici e plateale compiacenza nella città dei papi. Una visita privata, priva di obblighi istituzionali, ma trasformata dall’amministrazione Natalia in una passerella politica. A preoccupare, però, non è stata solo la forma: sono stati soprattutto i contenuti.
Durante l’incontro, l’ambasciatore ha pronunciato dichiarazioni scioccanti e giustificative rispetto alla carneficina in atto nella Striscia di Gaza, atti condannati da ONU e Corte Penale Internazionale, davanti ai quali il sindaco Daniele Natalia ha scelto il silenzio.
Silenzio. Nessuna parola, nessuna presa di posizione, nessun segno di umanità o dissenso.
Al contrario, foto, sorrisi e piaggeria istituzionale hanno raccontato un episodio che ha ferito la coscienza collettiva di una città che, al contrario, da mesi esprime con forza e partecipazione la sua solidarietà al popolo palestinese.
A guidare molte di queste iniziative è una nuova generazione di anagnini, studenti, attivisti e cittadini che continuano a portare nelle piazze e nei dibattiti locali una voce limpida e coraggiosa: quella della pace, della legalità internazionale, dei diritti umani.
Una voce che Natalia ha ignorato, tradito, persino offeso.
Un silenzio che parla troppo
Il primo cittadino avrebbe potuto – e dovuto – fare ciò che richiede il suo ruolo: tutelare la neutralità delle istituzioni locali, evitare ambiguità politiche, dissociarsi apertamente da dichiarazioni che giustificano bombardamenti su civili.
Non lo ha fatto.
Ha preferito nascondersi dietro una parata, lasciando parlare Paolo Patrizi, figura ormai più presente dello stesso sindaco nella vita amministrativa di Anagni.
E qui si apre un altro capitolo buio: perché Patrizi, da mesi al fianco di Natalia, ha assunto un ruolo pubblico e politico nonostante rappresenti una società al centro del più grave contenzioso ambientale del territorio, quello sul biodigestore?
Chi ha autorizzato questa delega di rappresentanza?
Chi ha deciso che Patrizi potesse parlare in nome e per conto della città su una questione di portata internazionale?
Ipocrisia e propaganda: la “pace” solo a parole
Nel suo intervento, Patrizi ha invocato un improbabile “dialogo di pace” per giustificare l’accoglienza. Ma le parole stridono con i fatti: il 19 novembre 2024, il Consiglio Comunale di Anagni ha bocciato una mozione per il cessate il fuoco a Gaza e lo sblocco degli aiuti umanitari.
Quella scelta, mai ritrattata, pesa come una pietra sulla coscienza dell’amministrazione.
La retorica del “dialogo” serve solo a coprire l’assenza di coraggio politico e l’opportunismo relazionale.
Un danno d’immagine e un’offesa alla città
Questa gestione scellerata ha causato un grave danno all’immagine di Anagni, riducendola a sfondo per posizionamenti politici unilaterali, in pieno contrasto persino con le recenti dichiarazioni del Governo italiano, che ha definito sproporzionata la reazione di Israele all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.
Eppure, Natalia ha scelto di tacere, allineandosi nei fatti a chi giustifica l’ingiustificabile, mentre altre città italiane e leader politici di ogni colore esprimevano pubblicamente indignazione e dissenso.
Anagni merita di più
Il coraggio non è una virtù astratta. È una scelta quotidiana.
Il sindaco Natalia ha scelto la via più comoda: non parlare, non esporsi, non disturbare i rapporti con chi conta.
Ma nel farlo, ha smarrito la funzione più alta della sua carica: rappresentare con dignità la propria comunità.
Anagni è una città che ha storia, valori, memoria. È città di pace, non di propaganda.
È città che sa riconoscere l’orrore della guerra e lo respinge.
Non si può rappresentare Anagni voltando le spalle alla sofferenza umana e abbracciando l’indifferenza diplomatica.
Il volto della città non può essere quello della piaggeria.
Non può essere il silenzio di fronte a un crimine.
E oggi, la domanda è una sola:
Daniele Natalia è ancora in grado di rappresentare questa città?
Natalia, il silenzio che offende Anagni: l’ambasciatore israeliano accolto con onori, Gaza giustificata, la città tradita
