Avezzano, il dramma di una madre malata di SLA: da sei anni non vede il figlio affidato agli zii

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Avezzano – Sono trascorsi sei anni da quel giorno del 2019 quando Marco (nome di fantasia), allora appena otto anni, venne prelevato all’uscita di una scuola della città in esecuzione di un provvedimento del tribunale e affidato agli zii paterni, residenti in Toscana. Una vicenda che all’epoca suscitò clamore e accese un ampio dibattito.
Oggi Marco ha 14 anni. La madre, affetta da SLA, non lo vede dal momento del trasferimento. Una separazione che con il passare del tempo si è trasformata in un dolore ancora più profondo, aggravato dalla consapevolezza che la malattia rende ogni giorno prezioso e incerto.
Accanto a lei c’è la nonna, che condivide lo stesso tormento: da sei anni non ha più avuto modo di abbracciare il nipote. «È una sofferenza immensa – racconta –. Chiediamo solo che venga concessa a mia figlia la possibilità di rivedere suo bambino, che la malattia non diventi anche una condanna all’assenza. Vorrei che a questa madre fosse data la possibilità di stringere il figlio tra le braccia e di lasciargli un ricordo prima che sia troppo tardi».
Un appello intriso di dolore e di speranza, quello di madre e nonna, che da anni attendono di poter ricucire almeno in parte lo strappo che ha segnato le loro vite. Una ferita che il tempo non ha rimarginato e che oggi, con la malattia, diventa un’urgenza umana prima ancora che giudiziaria.
FOTO ARCHIVIO GENERICA

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