Palazzo Munari attraversa uno dei momenti più delicati della consiliatura.
Dopo il clamoroso strappo interno al centrodestra sulla delibera del BRT – il progetto di Bus Rapid Transit che rappresenta il fulcro del programma del sindaco Riccardo Mastrangeli – la situazione resta sospesa tra equilibri precari e incognite sulle prossime provinciali.
In giunta la presa d’atto del percorso del BRT è avvenuta con l’assenza di due assessori di Fratelli d’Italia, partito leader della coalizione che in aula conta cinque consiglieri. Un segnale pesante, rafforzato dalla posizione del presidente del Consiglio comunale Massimiliano Tagliaferri – già lista Ottaviani non ha sostenuto il provvedimento.
La maggioranza numerica appare ridotta all’osso, ma allo stesso tempo non ci sono i numeri per una sfiducia o per dimissioni di massa. Un paradosso che tiene sospeso il governo cittadino: tutti parlano di crisi, nessuno vuole assumersi la responsabilità di staccare la spina.
Nel frattempo, la lista “Per Frosinone” del vicesindaco Antonio Scaccia prosegue con prese di distanza significative, e nell’ultima seduta consiliare è arrivato l’appello a ricucire con Forza Italia per ricostruire la maggioranza originaria. Proprio Scaccia, nei mesi scorsi, non aveva risparmiato critiche a Domenico Marzi, oggi determinante con la sua civica nel mantenere il numero legale.
Un quadro, dunque, dominato da variabili, veti incrociati e possibili sorprese. La sensazione è che il Comune di Frosinone si trovi a un bivio: o la maggioranza trova un nuovo equilibrio, o lo sfilacciamento rischia di diventare irreversibile.
