Di Antonio Cristian Tanzilli. Per la valorizzazione dei Santi.
Santina Campana (1901–1951) è una figura luminosa della spiritualità italiana del Novecento. La sua esistenza, profondamente segnata dalla sofferenza fisica e da un’intensa vita interiore, è oggi al centro di un processo di beatificazione che la Chiesa segue con grande attenzione. Nel 2007, è stata proclamata Serva di Dio, primo passo verso la canonizzazione.
Infanzia e giovinezza
Santina nacque a Erchie, in provincia di Brindisi, il 2 settembre 1901, da una famiglia povera e profondamente religiosa. Fin da bambina mostrò un’anima incline alla preghiera, alla penitenza e al sacrificio. Nonostante le difficoltà economiche e familiari, visse con grande umiltà e dedizione la sua fede cattolica.
Una vita di dolore offerto
La sua giovinezza fu segnata da gravi problemi di salute. Sin da adolescente, cominciò a soffrire di dolori fisici cronici che si aggravarono con il tempo, fino a renderla quasi completamente inferma. Ma Santina non si lasciò mai abbattere dalla malattia: trasformò il dolore in offerta a Dio, unendosi misticamente alla Passione di Cristo.
Viveva la sofferenza come una missione spirituale, accogliendo con amore e serenità ogni prova, recitando il Rosario, meditando la Passione e offrendo ogni sua sofferenza per la conversione dei peccatori e la santificazione dei sacerdoti.
Spiritualità e testimonianza
Molte persone cominciarono a cercare la sua preghiera e il suo consiglio, riconoscendo in lei una forza interiore straordinaria e una presenza mistica. Pur essendo fisicamente limitata, fu per tanti una guida spirituale. Alcuni testimoni raccontano che aveva doni straordinari, tra cui la capacità di intuire i bisogni profondi dell’anima di chi le si avvicinava.
Il suo confessore e direttore spirituale, don Carmine Palmisano, testimoniò il suo cammino di perfezione cristiana, la sua offerta totale al Signore e la sua piena adesione alla volontà divina.
Morte e fama di santità
Santina morì a soli 50 anni, il 27 maggio 1951, lasciando un forte senso di vuoto nella sua comunità, ma anche una grande eredità spirituale. Subito dopo la sua morte, si diffuse la fama della sua santità. Molti la ricordano come una “mistica del sud”, una “sofferenza che illumina”, una “vittima d’amore per Cristo”.
Negli anni successivi, numerose persone hanno testimoniato grazie ricevute per sua intercessione, e il suo esempio ha continuato a parlare ai cuori, specialmente a chi vive situazioni di dolore e abbandono.
Il processo di beatificazione
Nel 2007 è stato ufficialmente aperto il processo diocesano per la beatificazione e canonizzazione. È stata dichiarata Serva di Dio, riconoscendo la sua vita come un esempio eroico di virtù cristiane. La fase diocesana del processo si è svolta nella diocesi di Oria.
Il suo cammino verso gli altari è oggi accompagnato da una crescente devozione popolare e dalla pubblicazione di scritti, testimonianze e studi sulla sua figura.
Santina Campana è una testimone luminosa di come il dolore, vissuto in unione con Cristo, possa diventare luogo di salvezza e amore. La sua figura è un invito per tutti a scoprire che anche nella sofferenza più grande si può trovare la pace, se si è uniti al cuore di Gesù.
