REGIONE – Fratelli, fratellini e fratellastri: il conto lo pagano sempre i soliti

regione lazio,,,,

Certe eredità sembrano non invecchiare mai. È il caso del CARA, ente istituito addirittura in epoca fascista, che oggi torna prepotentemente d’attualità per un debito milionario — oltre 24 milioni di euro — certificato da una vecchia sentenza del Tribunale di Roma. A risvegliarlo non è stata la volontà di fare chiarezza, ma la concreta esigenza di riscuotere.

E così, senza troppo clamore, la Regione Lazio ha avviato la pratica: con una semplice determina, ha pensato bene di spalmarne il costo sui 71 Comuni consorziati. Nessun confronto politico, nessun approfondimento tecnico, nessuna voce dai territori. Solo una ripartizione secca, con l’aggiunta beffarda dell’incertezza: la procedura è infatti ancora “appesa”, non del tutto definita, mentre i Comuni restano in attesa di capire quanto — e quando — dovranno pagare.

Nel frattempo, lo stesso schema si ripropone su altri fronti: dai debiti della Saf a quelli dell’Ater, le zavorre del passato continuano a scaricarsi sulle spalle degli enti locali, già piegati da bilanci asfittici e servizi da garantire. Ma a quanto pare, in questa Regione, non si fanno distinzioni: si paga per sé, per gli altri e persino per “fratellastri” di cui si ignorava l’esistenza.

Forse è il momento di rimettere ordine. Di separare le responsabilità, chiedere trasparenza sulle gestioni passate e costruire un sistema in cui non tutto venga risolto — come troppo spesso accade — con una determina e una ripartizione silenziosa. Anche perché il conto, alla fine, lo pagano sempre gli stessi: i cittadini.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *