Beato Pino Puglisi: il sorriso che sfidò la mafia

BEATO PINO PUGLISI
E con quel sorriso disarmante ha dimostrato che il bene, anche se silenzioso, è più forte di ogni minaccia.

Di Antonio Cristian Tanzilli. Per la valorizzazione dei Santi.
Il Beato Giuseppe “Pino” Puglisi, sacerdote palermitano ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993, rappresenta una delle figure più luminose del nostro tempo. Nato il 15 settembre 1937 nel quartiere Brancaccio di Palermo, ha scelto di vivere e operare nel cuore di una delle zone più difficili e segnate dal degrado, portando speranza, fede e dignità in mezzo a un contesto dominato dalla paura e dall’illegalità.
Una vocazione nata dal popolo
Don Pino cresce in una famiglia umile e profondamente cristiana. Ordinato sacerdote nel 1960, sin da subito si distingue per la sua attenzione ai giovani, ai poveri, agli emarginati. Dopo aver svolto il suo ministero in varie parrocchie e scuole, nel 1990 accetta di diventare parroco di San Gaetano a Brancaccio, un quartiere controllato dalla criminalità organizzata.
Il suo metodo: l’educazione
Con il suo stile mite ma deciso, Don Pino si dedica anima e corpo alla formazione dei giovani, consapevole che solo investendo sulla coscienza e sulla cultura si può scardinare il potere mafioso. Fondò il Centro Padre Nostro, punto di riferimento per bambini e famiglie, dove si offrivano attività educative, sportive, spirituali e di sostegno umano.
La sua lotta era silenziosa ma efficace: toglieva manodopera alla mafia, seminava speranza, costruiva libertà. Per questo fu considerato una minaccia.
Il martirio: ucciso per amore
Il 15 settembre 1993, giorno del suo 56° compleanno, Don Puglisi fu assassinato da due sicari davanti alla sua casa. Morì con un sorriso sulle labbra e le parole:
“Me l’aspettavo”.
Il suo sangue non fu sparso invano: la sua morte fece scalpore e segnò una svolta nella coscienza civile e religiosa della Sicilia e dell’Italia intera.
La beatificazione
Il 26 maggio 2013, nella sua Palermo, fu beatificato come martire “in odium fidei”: ucciso perché incarnava il Vangelo con coerenza radicale. Fu il primo sacerdote ucciso dalla mafia a essere riconosciuto beato dalla Chiesa cattolica.
Un esempio che continua a parlare
Il Beato Puglisi non è un eroe isolato, ma un modello di vita cristiana vissuta nella realtà concreta, con il coraggio del Vangelo. La sua eredità vive ancora oggi attraverso il Centro Padre Nostro e le tante iniziative nate nel suo nome per contrastare la cultura della violenza e promuovere la cultura della legalità, della misericordia e dell’amore.
“Se ognuno fa qualcosa, allora si può fare molto” – diceva Don Pino.
E con quel sorriso disarmante ha dimostrato che il bene, anche se silenzioso, è più forte di ogni minaccia.

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