Frosinone, tra presenza e numeri: il 31 luglio torna al centro la tenuta del Consiglio Comunale

COMUNE FROSINONE ...

di Augusto D’Ambrogio

A distanza di un anno esatto dalla seduta del 31 luglio 2024 – quella aperta al pubblico e incentrata sulla mobilità urbana e il progetto del Bus Rapid Transit – il Consiglio Comunale di Frosinone si prepara a tornare in aula. La data è la stessa, ma il contesto è profondamente mutato. Il prossimo 31 luglio 2025, a Palazzo Munari, è in programma una seduta ordinaria con cinque punti all’ordine del giorno. Tra questi, spiccano gli assestamenti di bilancio, tema dall’evidente peso politico oltre che amministrativo.
Si tratta di una convocazione in prima seduta, e dunque per garantire la validità dei lavori saranno necessarie almeno 17 presenze su 33 consiglieri. È questo il primo nodo politico da sciogliere. In oltre tre anni di mandato del sindaco Riccardo Mastrangeli, i numeri per deliberare non sono mai mancati. Tuttavia, la gestione della convocazione – inizialmente impostata quasi sempre in seconda seduta (con quorum a 12 presenti) – ha rappresentato una valvola di sicurezza fino a dicembre 2024. Da allora, il presidente del Consiglio, Massimiliano Tagliaferri, ha scelto la linea della prima convocazione esclusiva, alzando l’asticella della tenuta politica dell’Aula.
Un anno fa, proprio in questo periodo, cominciavano a emergere con chiarezza le prime fratture all’interno della maggioranza di centrodestra. Oggi quel solco appare incolmabile, e la frammentazione si è strutturata in coalizioni trasversali che, pur determinanti, non sono autosufficienti. Tra queste, un ruolo chiave continua a giocarlo la Lista Marzi, pienamente consapevole della propria centralità numerica e politica in Aula. Ogni voto, ora più che mai, pesa.
La seduta del 31 luglio arriva in un momento in cui gli equilibri consiliari si rivelano delicati. Al centro, la posta in palio è duplice: da un lato la stabilità dell’azione amministrativa; dall’altro, la verifica implicita della tenuta politica di un assetto che da mesi si regge su aritmetiche mutevoli e alleanze tattiche.
Nel 2024 il dibattito pubblico si era acceso su una questione che parlava direttamente ai cittadini: la mobilità urbana. Oggi, il confronto si sposta su un terreno più tecnico ma non per questo meno significativo: il bilancio, specchio delle scelte e delle priorità dell’amministrazione.
Il prossimo 31 luglio non sarà, dunque, solo una data simbolica. Sarà un test politico vero e proprio, una nuova cartina di tornasole per misurare la coesione – o la frammentazione – della rappresentanza cittadina.

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