Sanità dimenticata e promesse vuote: il trionfalismo di Maura, Savo e Ruspandini smentito dai fatti

MAURA SAVO RUSPANDINI

DI AUGUSTO D’AMBROGIO.

“La provincia di Frosinone protagonista in Regione Lazio” è il titolo dell’evento organizzato dai consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Daniele Maura e Alessia Savo, andato in scena a Podere Cervini, a Giuliano di Roma, per tracciare un bilancio di metà mandato della giunta Rocca. Presente anche il senatore Massimo Ruspandini, che ha lodato i risultati e definito la classe dirigente locale “motivo di soddisfazione”.
Eppure, il quadro dipinto dai rappresentanti regionali e parlamentari stride in maniera evidente con la realtà quotidiana dei cittadini della provincia. Sotto la patina celebrativa dell’incontro si nasconde un vuoto preoccupante di risultati concreti, in particolare nel settore che più tocca la vita delle persone: la sanità pubblica.

Sora e Alatri: i grandi dimenticati

Nel tripudio di annunci sugli “investimenti per i nuovi ospedali e reparti di Frosinone e Cassino”, colpisce l’assenza totale di riferimenti – e di fondi – per gli ospedali di Sora e Alatri, due presìdi fondamentali per questa parte della provincia. Strutture che, già da anni, soffrono una progressiva depotenziamento, tra carenza di personale, servizi ridotti e reparti a rischio chiusura.Nel tanto osannato piano di rilancio, Sora e Alatri non esistono. Nessuna cifra, nessun progetto, nessuna visione. Un silenzio che grida forte, soprattutto per i cittadini che ogni giorno si affidano – spesso con frustrazione – a questi ospedali per cure che dovrebbero essere garantite in modo equo su tutto il territorio provinciale.

Promesse generiche e trionfalismi autoreferenziali

Daniele Maura parla di “risoluzione dei problemi trovati” e di “due anni e mezzo di investimenti”, senza però entrare mai nel merito. Quali problemi sono stati risolti? Quali cantieri sono stati avviati? Quali risultati misurabili può vantare la Regione nel Lazio meridionale?
Alessia Savo rincara la dose, parlando di “presa in carico delle fragilità” e di “macchina regionale rimessa in moto”. Ma la realtà è ben diversa: le fragilità sociali ed economiche sono ancora tutte lì, aggravate da anni di abbandono e da un governo regionale che, finora, sembra aver puntato su interventi a macchia di leopardo.
Massimo Ruspandini, infine, si dice “molto soddisfatto” del lavoro della classe dirigente. Ma la soddisfazione di chi governa ha poco valore se non coincide con quella dei cittadini, e oggi in provincia di Frosinone la fiducia nella politica è sotto ai minimi storici.

Una provincia che continua a chiedere ascolto

Il bilancio tracciato dall’evento di Giuliano di Roma appare più come un’operazione propagandistica che come un’analisi trasparente della situazione. Le problematiche strutturali della provincia di Frosinone – sanità, trasporti, occupazione, spopolamento – restano irrisolte.
Il mancato stanziamento di fondi per Sora e Alatri rappresenta l’esempio più eclatante di una gestione disattenta e squilibrata, che premia alcuni territori e ne abbandona altri. Una strategia miope e divisiva, che acuisce il senso di isolamento e di frustrazione nelle aree interne.

Basta spot, servono risposte vere

La politica, soprattutto quella che si dichiara vicina al territorio, dovrebbe partire dai bisogni reali delle persone, non da slogan preconfezionati. Continuare a ripetere che “va tutto bene” mentre interi territori restano ai margini, è non solo sbagliato: è pericoloso.
Se davvero si vuole rendere la provincia “protagonista”, è tempo di abbandonare il palcoscenico degli annunci e scendere nella realtà. Quella in cui, per molti cittadini, l’unico vero titolo è: “La sanità muore, la politica applaude.”

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