Festival della Filosofia di Veroli: Enrico Mentana incanta il pubblico con una riflessione sulla geopolitica globale

mentana veroli

Terza serata da posti in piedi in Piazza Santa Salome per il Festival della Filosofia di Veroli, che ha visto protagonista il giornalista e direttore del TG La7 Enrico Mentana in un intenso dialogo con il professore Paolo Sellari. Una serata ricca di spunti e riflessioni, che ha tenuto alta l’attenzione del nutrito pubblico per oltre un’ora e mezza, esplorando lo stato di salute della situazione geopolitica internazionale. Ad aprire l’appuntamento l’intervento del direttore artistico Fabrizio Vona, che ha introdotto il tema dell’incontro sottolineando il valore del pensiero critico come strumento per comprendere il nostro tempo. I saluti istituzionali sono stati affidati al Sindaco di Veroli, Germano Caperna e l’assessore alla Cultura, Francesca Cerquozzi. Nel suo intervento, il Sindaco ha spiegato come “in un momento così complesso, il senso di responsabilità si rafforza anche attraverso la capacità di interrogarsi e porsi delle domande; occasioni come il Festival della Filosofia sono il momento giusto per farlo”. Mentana ha tracciato una mappa inquieta e complessa del mondo contemporaneo, dove la contrapposizione tra potenze globali non segue più schemi riconoscibili, né risponde a logiche ideologiche tradizionali. Il Covid e la pandemia sono state lette come una prova generale della relativizzazione degli equilibri internazionali tali da aprire la strada a una nuova epoca segnata dall’erosione dei valori democratici e dall’affermazione di modelli autoritari. “La democrazia non è più un modello universale riconosciuto”, ha osservato Mentana, “e l’idea che un uomo forte possa bastare per riscrivere l’ordine delle cose sta guadagnando sempre più terreno”. In questo scenario, la velocità decisionale dei leader autoritari appare quasi un vantaggio rispetto alla lentezza del dibattito democratico, figlio e orfano delle grandi ideologie del secondo Novecento. L’immigrazione, ha sottolineato il direttore, continua a essere tema centrale nei cicli elettorali europei, spesso strumentalizzato da società che, nella loro apparente stabilità, reagiscono con riflessi d’ordine al rischio di nuovi assetti interni. Mentana ha posto l’accento sulla debolezza strutturale dell’Unione Europea, un’entità che fatica a trovare una voce comune e credibile, tanto sul piano della difesa quanto su quello dei valori. “In questa fase di rischio globale — ha affermato — il riarmo non è più un’ipotesi remota, ma una possibilità concreta”, aprendo così il dibattito sulla necessità di una difesa europea autonoma, ancora oggi ostacolata da resistenze interne. Dovuto e voluto il passaggio sulla crisi israelo-palestinese, definita come un “nastro riavvolto” dal tragico 7 ottobre, che continua a scuotere l’opinione pubblica internazionale con un polarizzazione che spesso rischia di non essere foriera e promotrice di equilibri. “La forza dei numeri” è stato il concetto chiave che Mentana ha attribuito alla Cina, ormai protagonista del nostro presente più che del futuro. “Il secolo cinese — ha detto — è già iniziato, e noi ci siamo dentro, spesso senza averne piena coscienza”. Incalzato da Sellari, il giornalista ha posto l’accento sul “non-metodo della follia” di Donald Trump, emblema di una politica che spesso cede il passo alla mancanza di lucidità. Sul finale, una lettura tanto analitica quanto spiazzante “Oggi, più che aspirare alla pace, si desidera semplicemente essere lasciati in pace: ed è questa la vera debolezza, o il virus, della politica contemporanea.” Dopo il successo di ieri sera, il Festival si prepara con entusiasmo all’atteso appuntamento di questa sera, lunedì 7 luglio, con la Serata dei Licei, dedicata agli studenti del territorio.

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