Di Augusto D’Ambrogio
Mentre i flash delle passerelle politiche illuminano le facciate degli ospedali, dietro le quinte della sanità pubblica provinciale si spegne – temporaneamente, si spera – una parte consistente dell’attività assistenziale.
Un documento interno dell’ASL, firmato dal direttore generale Arturo Cavaliere e dal direttore sanitario Luca Casertano, protocollato il 3 luglio 2025 alle 17:21 (poco dopo una visita istituzionale al presidio di Isola Liri), annuncia una serie di tagli e accorpamenti nei principali ospedali del territorio. Una coincidenza temporale che non può passare inosservata.
Riduzioni e accorpamenti ospedalieri: il quadro
Alatri
- Sospese temporaneamente le attività ambulatoriali di Pediatria.
Frosinone
- Sospesa la gestione dei neonati patologici in Neonatologia.
- Accorpamento di Neonatologia e Pediatria, con mantenimento delle sole attività essenziali (nido e sala operatoria).
Sora
- Ridotti i posti letto in chirurgia da 25 a 20 fino al 31 agosto.
- Degenza Ortopedica disattivata e accorpata all’ospedale di Cassino.
- Ricollocazione del personale e supporto ai Pronto Soccorso.
- I pazienti non differibili dovranno essere trasferiti al Dea di II livello.
Cassino
- Sospesi i 4 posti letto di degenza ordinaria in Otorinolaringoiatria.
- Attività chirurgica limitata al day surgery (che verrà comunque sospeso fino al 20 agosto).
Criticità ignorate, cittadini in attesa
A motivare i provvedimenti – si legge tra le righe – ci sarebbero le ormai croniche carenze di personale medico e la necessità di ottimizzare le risorse durante il periodo estivo. Una scelta organizzativa legittima sul piano tecnico, forse, ma devastante sul fronte dell’accessibilità alle cure.
I pazienti, soprattutto nelle aree più fragili, rischiano di diventare vittime collaterali di una gestione sanitaria che pare più attenta agli equilibri interni che al diritto alla salute.
Politica presente solo in foto
Quel che colpisce, ancora una volta, è la dissonanza tra comunicazione politica e realtà ospedaliera. Le visite istituzionali, annunciate con enfasi, si fermano all’ingresso dei presìdi. Dietro le porte automatiche degli ospedali, invece, il personale si riorganizza tra ferie forzate, turni extra e reparti ridotti all’osso.
Estate calda, prospettive fredde
Nessuna nota stampa ufficiale, nessuna conferenza pubblica, nessuna rassicurazione reale per l’utenza. Solo un atto interno, protocollato nel tardo pomeriggio, con l’auspicio (non la certezza) che tutto torni alla normalità a settembre.
Nel frattempo, ai cittadini non resta che augurarsi una buona estate in salute – e, forse, sperare che l’autunno porti anche un minimo di trasparenza e responsabilità politica.
