Missile su una caffetteria della stampa a Gaza: oltre 80 le vittime, tra loro un fotografo e una pittrice

Missile su una caffetteria a Gaza

GAZA CITY — Una caffetteria affacciata sul porto, frequentata da giornalisti, artisti e passanti, è stata colpita ieri mattina da un missile israeliano. L’attacco ha causato la morte di almeno 33 persone, secondo fonti mediche locali, ma il bilancio complessivo della giornata supera gli 80 morti nella Striscia. Tra le vittime si contano anche il fotografo Mohammed Abu Hatab e la pittrice Ahlam Al-Salmi, che appena un mese fa lo aveva ritratto in una sua opera.

Una foto scattata subito dopo l’esplosione mostra un uomo seduto a terra, con una macchia di sangue sulla camicia e lo sguardo contratto dal dolore. Di fronte a lui, il corpo senza vita della moglie. Il mare, sullo sfondo, resta immobile: «A Gaza il mare era libertà. Ora è solo un muro», ha detto un residente.

L’attacco si inserisce in un contesto di intensificazione dei bombardamenti su Gaza, dove la popolazione civile continua a pagare il prezzo più alto del conflitto.

Reazioni internazionali: la giustizia britannica non blocca le armi, ma Oslo disinveste

Sul fronte diplomatico, ieri l’Alta corte del Regno Unito ha respinto un ricorso che chiedeva di interrompere la vendita di armamenti a Israele, ritenendo insufficienti le prove per giustificare un provvedimento immediato.

In netto contrasto, il fondo sovrano norvegese KLP ha annunciato il disinvestimento da due aziende, Oshkosh e ThyssenKrupp, con la motivazione che forniscono armamenti “utilizzati da Israele nelle operazioni militari a Gaza”.

Voci culturali spezzate

La morte di Abu Hatab e Al-Salmi ha colpito profondamente la comunità culturale palestinese. La loro collaborazione — artista e soggetto — rappresentava una forma di resistenza pacifica, una testimonianza visiva e umana in mezzo al conflitto. Ora, entrambi non ci sono più.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *