Di Augusto D’Ambrogio – Non c’è tregua per lo stabilimento Stellantis di Cassino. L’azienda ha comunicato un nuovo fermo produttivo che coinvolgerà i reparti di montaggio, lastratura, verniciatura e le attività collegate: i cancelli resteranno chiusi da domenica 30 giugno a giovedì 4 luglio.
Un segnale preoccupante che si inserisce in un quadro già fortemente instabile. Le linee avevano appena ripreso l’attività il 9 giugno, dopo uno stop iniziato il 30 maggio. Ora, a distanza di sole tre settimane, si torna all’inattività.
A subire le conseguenze non sono solo i dipendenti diretti, ma l’intero indotto che ruota attorno allo stabilimento cassinate, da sempre cuore produttivo e occupazionale dell’intera area. Il rischio concreto, secondo i sindacati, è che si tratti solo dell’inizio di un’estate difficile.
“Siamo di fronte all’ennesimo fermo produttivo,” dichiara Gennaro D’Avino, segretario provinciale della Uilm. “Siamo di fronte a un intero territorio in difficoltà. Migliaia di lavoratori e famiglie vengono lasciati ancora una volta nell’incertezza.”
Lo spettro è quello vissuto già nell’estate del 2024, quando – tra ferie forzate e blocchi produttivi – si contarono oltre 50 giorni trascorsi lontano dalla fabbrica, con stipendi ridotti e una crescente preoccupazione per il futuro.
A preoccupare sono anche le performance sul mercato dei modelli prodotti a Cassino. Il SUV Maserati Grecale, così come le Alfa Romeo Giulia e Stelvio, non registrano risultati confortanti. Le ricadute, inevitabilmente, si riflettono sulle linee di produzione.
Le organizzazioni sindacali chiedono chiarezza e strategie di rilancio. Il timore è che questi stop intermittenti possano preludere a decisioni più drastiche nei mesi a venire.
Nel frattempo, l’intero comprensorio attende segnali concreti da Stellantis, nella speranza che le cinque giornate annunciate non siano l’inizio di un altro periodo di prolungata inattività.
