Anagni, bufera giudiziaria: l’Amministrazione Natalia ribadisce fiducia nella Magistratura e rivendica trasparenza

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In un momento di forte attenzione mediatica e giudiziaria, l’Amministrazione comunale di Anagni rompe il silenzio e prende posizione sui recenti sviluppi che vedono coinvolti un ex sindaco, un ex segretario generale e due attuali dipendenti comunali. A farlo è una nota ufficiale, diffusa dal sindaco Daniele Natalia e dalla sua maggioranza, nella quale si riafferma il principio di legalità e si respinge ogni tentativo di delegittimazione dell’Ente.

«La responsabilità penale è sempre individuale», si legge nel comunicato, che richiama uno dei pilastri del diritto e sottolinea la totale fiducia dell’Amministrazione nel lavoro della Magistratura, chiamata ad accertare eventuali responsabilità in piena autonomia.

La dichiarazione, tuttavia, non si limita a una difesa di principio. È anche un appello alla cittadinanza e un tentativo di riportare il dibattito pubblico su un piano istituzionale. «Dal 2018 – afferma l’Amministrazione – abbiamo scelto la via della trasparenza, dell’efficienza e della lealtà verso il mandato ricevuto. Non saranno questi episodi, seppur gravi, a fermare il nostro impegno per la città».

Toni fermi, ma non allarmistici. Il sindaco Natalia rivendica le scelte politiche fatte nel corso degli anni, in particolare quelle che hanno portato alla vittoria elettorale del 2023, e respinge ogni tentativo di strumentalizzazione: «Non permetteremo a nessuno di infangare l’onorabilità dell’Ente né della nostra comunità».

In un passaggio chiave, la nota mette l’accento sul dovere istituzionale di proteggere la dignità del Comune: «Agiremo con determinazione per tutelare la reputazione dell’Amministrazione e la fiducia dei cittadini».

Il messaggio si chiude con un’esortazione positiva, quasi programmatica: «Andiamo avanti a testa alta, guidati dai valori della legalità, della buona amministrazione e dell’amore per Anagni».

Un messaggio netto, che ribadisce una linea politica chiara in un contesto di potenziale instabilità. Ora, la parola passa alla Magistratura.

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