Ligabue e la crisi climatica: “È un lusso che non ci possiamo permettere. I potenti hanno figli anche loro, ma cosa vuoi che sia?”

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Il rocker di Correggio lancia un duro monito contro l’indifferenza dei leader mondiali di fronte all’emergenza climatica: “Gente che ha perso tutto ed è stata lasciata sola. Ma per loro, cosa vuoi che sia?”

ROMA – “È un lusso che non ci possiamo permettere”. Con queste parole, taglienti e cariche di rabbia, Luciano Ligabue ha commentato la drammatica situazione climatica che negli ultimi anni sta colpendo con sempre maggiore violenza il nostro Paese e il mondo intero. Il cantante, noto per la sua autenticità e per un forte legame con le proprie radici, ha scelto di non tacere davanti alla crescente insensibilità della politica globale nei confronti della crisi ambientale.

Nel corso di un recente intervento, Ligabue ha espresso tutta la sua preoccupazione per un mondo che continua a girare la testa dall’altra parte. “Perché la finanza, i suoi interessi, le sue priorità… le comunità che subiscono restano invisibili”, ha detto. E con tono amaro ha elencato i disastri ormai diventati quotidiani: “Allagamenti, esondazioni, mareggiate, frane… cosa vuoi che sia?”

Le sue parole non sono soltanto uno sfogo, ma un atto d’accusa preciso contro chi detiene il potere decisionale. “Cosa vuoi che sia tutta quella gente che ha perso tutto ed è stata lasciata sola?”, si domanda con un’ironia amara. Un riferimento diretto alle migliaia di persone colpite da eventi estremi, spesso ignorate dalle cronache e dalle istituzioni una volta spenti i riflettori dell’emergenza.

Ma è nel passaggio più crudo che Ligabue affonda il colpo: “Questi qui, i capi del mondo, ce li avranno pure loro, cazzo, dei figli o dei nipoti. Questi qui, questi qui.” Il messaggio è chiaro: anche i potenti hanno famiglie, generazioni future a cui dovrebbero garantire un pianeta vivibile. Eppure, sembrano agire come se il disastro non li riguardasse.

Un attacco frontale a quella che definisce una “dimenticanza comoda”, una politica climatica fatta di rinvii, promesse vuote e retorica. Per Ligabue, questa distanza dalla realtà delle persone comuni è inaccettabile. E si traduce in una domanda martellante, ripetuta più volte nel suo discorso: “Ma tutto sommato… cosa vuoi che sia?”

In un’epoca in cui anche il mondo dello spettacolo fatica spesso a prendere posizione, la voce di Luciano Ligabue si distingue per coraggio e lucidità. Le sue parole sono una denuncia, ma anche un appello: a non considerare la distruzione ambientale un prezzo inevitabile del progresso, a non rassegnarsi, a pretendere che chi ha potere se ne assuma la responsabilità.

Perché, come ricorda lui stesso, di fronte al cambiamento climatico, il vero lusso – quello più pericoloso – è continuare a far finta di nulla.

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