AGNONE (IS) — Un episodio che ha suscitato preoccupazione e acceso il dibattito sul rapporto tra fauna selvatica e centri abitati si è verificato nei giorni scorsi ad Agnone, in Alto Molise. Una giovane ragazza è stata lievemente ferita da un lupo all’interno del perimetro urbano del paese. L’animale, una giovane lupa di circa due anni, è stato catturato la notte successiva e trasferito presso l’Area Faunistica del Lupo di Civitella Alfedena, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Secondo quanto riportato dallo stesso Ente Parco, il morso ha causato alla ragazza un’escoriazione, come confermato dal referto del locale Pronto Soccorso. Nonostante la lesione lieve, l’evento ha comprensibilmente destato allarme tra i cittadini, spingendo le autorità locali e veterinarie ad agire con tempestività.
La cattura dell’animale è avvenuta con la collaborazione di un veterinario dell’ASREM di Isernia e il suo trasferimento a Civitella Alfedena è stato gestito nel rispetto dei protocolli di sicurezza. La lupa è ora ricoverata in isolamento in uno dei recinti di cattura dell’area faunistica, dove è sottoposta ad accertamenti clinici e genetici da parte dei veterinari del Parco e della ASL di Sulmona. I test genetici serviranno a stabilire se l’esemplare sia effettivamente un lupo selvatico o un ibrido, e sono stati inoltre avviati trattamenti per la rogna, patologia riscontrata durante le prime valutazioni sanitarie.
Questa vicenda si inserisce in un contesto più ampio e complesso, che chiama in causa l’interazione crescente e spesso irresponsabile tra esseri umani e fauna selvatica. Come documentato anche da numerosi video pubblicati sui social nelle settimane precedenti all’episodio, la giovane lupa era diventata una sorta di “attrazione” per gli abitanti di Agnone: la si vedeva aggirarsi per il paese, visibilmente smagrita, e in molti avevano preso l’abitudine di lasciarle cibo. Un gesto che, sebbene motivato da compassione o curiosità, ha avuto l’effetto collaterale di abituare l’animale alla presenza dell’uomo, spingendolo a tornare con regolarità in aree antropizzate.
Un comportamento, questo, che il Parco Nazionale condanna fermamente: «Gli animali selvatici sono tali proprio perché non hanno bisogno di noi, né del nostro cibo», si legge nel comunicato ufficiale. E ancora: «Il sentimento nobile di amore verso gli animali ci porta troppo spesso ad adottare comportamenti sbagliati, che mettono in pericolo la loro libertà e la loro stessa sopravvivenza».
La Regione Molise ha già attivato le procedure di urgenza per stabilire il destino dell’animale, che – salvo sorprese dagli esami genetici – dovrebbe rimanere in cattività all’interno dell’area faunistica di Civitella Alfedena. Un epilogo triste per un esemplare giovane, che avrebbe potuto condurre una vita libera nel proprio habitat naturale, se non fosse stato alterato dal contatto umano.
L’episodio di Agnone fa il paio con altri casi recenti – come quello della cerva di Villalago – e solleva interrogativi cruciali sulla gestione della fauna e sulla responsabilità collettiva. Il Parco lancia un appello: «La Natura non ha bisogno di noi. Siamo noi ad avere immensamente bisogno di Lei».
L’invito è chiaro: osservare, rispettare, non interferire. Solo così potremo preservare il delicato equilibrio tra uomo e natura, senza costringere altri animali – innocenti e spesso vittime inconsapevoli – a pagare il prezzo dei nostri comportamenti.
Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ha promesso aggiornamenti sullo stato di salute della lupa e sugli esiti degli esami genetici nelle prossime settimane.
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