Il concorso interno voluto dal commissario prefettizio Giombini ni porta nuove risorse negli uffici di Palazzo Antonelli, ma lascia sguarniti altri settori. In attesa di ulteriori assunzioni, l’organico comunale resta in difficoltà.
Ceccano cerca di tirare il fiato sul fronte del personale, ma l’equilibrio resta precario. Negli ultimi mesi, il Comune ha provato a fronteggiare l’emergenza causata da una serie di pensionamenti e dall’ormai cronica carenza d’organico, facendo ricorso a graduatorie di altri enti e a un concorso interno per la progressione di carriera. Il risultato è l’arrivo di sei nuovi impiegati, che hanno ottenuto il passaggio dal profilo di operatore esperto a quello di istruttore amministrativo. Un passo in avanti, ma non sufficiente a colmare il vuoto lasciato da chi è andato via.
Il concorso interno e le nuove assunzioni
La selezione, promossa durante la gestione del commissario prefettizio dottor Carlo Giombini ha visto 12 partecipanti, tutti ammessi alla prova orale dopo aver superato la fase preliminare. Alla fine, sei candidati si sono aggiudicati i posti disponibili, con punteggi compresi tra 60 e 57, mentre gli altri sei sono stati dichiarati idonei e resteranno in graduatoria.
I vincitori andranno a rafforzare il comparto amministrativo, ma il loro passaggio da operatori a istruttori ha aperto un’altra falla: il ruolo di operatore, infatti, resta ora sguarnito, aggravando le difficoltà in altri servizi, a cominciare da quelli operativi.
Un organico ridotto all’osso
Dal 2023 a oggi, il Comune ha perso ben dodici unità: cinque pensionamenti lo scorso anno, tre nei primi mesi del 2024, e altri quattro più recenti. A questi si aggiungono cinque ulteriori uscite previste per il 2026. Una vera e propria emorragia che ha messo a dura prova la macchina comunale.
Per tamponare l’emergenza, il commissario Giombini i ha autorizzato anche assunzioni tramite lo scorrimento di graduatorie esterne. A marzo è stato assunto l’architetto Paolo Guglielmi, proveniente dal Comune di Ferentino. Ad aprile, si è proceduto alla progressione verticale dell’architetto Michela Libosi, passata da istruttore tecnico a funzionario tecnico. A metà maggio è arrivato un nuovo istruttore amministrativo contabile da Veroli, e sempre da Veroli, a fine mese, è stato inserito un operatore nei servizi cimiteriali.
Il nodo delle priorità
Il bilancio, pur con segnali positivi, continua a presentare un quadro a luci e ombre. L’organico resta in affanno e la “coperta corta” impone scelte difficili. Ogni rafforzamento in un’area sembra coincidere con l’indebolimento di un’altra.
Ora la responsabilità passa al neo-sindaco che ha preso il testimone del commissario e che dovrà affrontare la questione del personale con un piano strutturale, capace di superare la logica dell’emergenza.
Prospettive future
Le prossime mosse potrebbero includere nuovi concorsi esterni, un maggiore ricorso alla mobilità tra enti o una riorganizzazione interna più incisiva. In ogni caso, servirà una strategia chiara per garantire continuità ed efficienza ai servizi pubblici. Perché se è vero che la macchina comunale è stata in parte rimessa in moto, è altrettanto vero che molte aree – soprattutto quelle operative – restano in sofferenza.
Con l’estate alle porte e il personale ridotto, anche la gestione ordinaria rischia di trasformarsi in un’impresa. A Palazzo Antonelli c’è consapevolezza della sfida: ora si attende di vedere quali saranno le risposte.
