Referendum e silenzio elettorale: il grande sonno della democrazia

referendum 8 e 9 giugno

Si eseguono le direttive del governo. Si spingono i bottoni. Sì, no. Quegli stessi “sì” e “no” che, in teoria, i cittadini dovrebbero avere il diritto di esprimere liberamente in occasione dei referendum di domenica prossima. Ma la realtà racconta altro: un Paese in cui la partecipazione democratica è diventata un optional, soffocata da un sistema che si regge sempre più sui decreti e sempre meno sul dibattito parlamentare. La repubblica è ancora parlamentare, ma solo sulla carta: nei fatti, l’esecutivo guida, il legislativo esegue.

Il quorum del 50% – già di per sé una barriera scoraggiante – rischia di trasformarsi nell’ennesima tomba della volontà popolare. E Giorgia Meloni, che in quanto leader dovrebbe interrogarsi sul perché milioni di italiani scelgano di non votare più, sembra invece pronta a capitalizzare sull’apatia, magari sghignazzando sotto voce mentre lunedì i dati certificano l’ennesima débâcle referendaria.

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