DI AUGUSTO D’AMBROGIO – Nel mirino dell’opposizione la trasferta della Regione a Osaka: affidamenti diretti, spese fuori mercato e un esposto alla Corte dei Conti.
Tra trolley di lusso, cravatte da 122 euro e cene da 674 euro a persona: i conti (che non tornano) della missione a Osaka.
Mentre la Regione Lazio celebra con orgoglio la sua partecipazione a Expo 2025 di Osaka, in Giappone, le polemiche sulle spese sostenute per la trasferta istituzionale crescono e si moltiplicano. Dietro la narrazione ufficiale del “grande successo internazionale”, emergono cifre e modalità operative che sollevano più di un interrogativo sulla gestione dei fondi pubblici — europei, sì, ma comunque pubblici.
Una delegazione “extra large” e un hotel da copertina
Dal 17 al 27 maggio, una delegazione composta da ben 62 persone — tra assessori, funzionari, dirigenti e staff di comunicazione — ha rappresentato la Regione Lazio a Osaka. Una presenza che, secondo il consigliere regionale di Azione Alessio D’Amato, ha comportato una gestione tutt’altro che sobria.
“Sono state prodotte 67 trolley personalizzati, al costo di oltre 270 euro ciascuno. E questo è un dato certo”, afferma D’Amato, che ha presentato un’interrogazione e un esposto alla Corte dei Conti.
La scelta dell’hotel, il Saint Regis di Osaka, uno dei più costosi del Giappone, è stata motivata dalla necessità logistica di ospitare un numero così elevato di partecipanti. Una motivazione che però non placa le critiche, soprattutto alla luce del fatto che i costi totali della missione sembrerebbero superare 1,8 milioni di euro.
Cene di gala, cravatte e comunicazione “in affido diretto”
Tra le voci di spesa riportate nell’esposto figurano:
Cena e concerto inaugurale per 80 ospiti: 53.942 euro (pari a circa 674 euro a persona)
Comunicazione e promozione: oltre 52.000 euro assegnati con affidamento diretto
Cravatte e foulard personalizzati: 30 pezzi per ciascuno, a un costo di 122 euro l’uno (totale 7.320 euro)
Fotografo professionista per una settimana: 13.000 euro
Biglietti omaggio: 24.400 euro
Spese trasversali: oltre 100.000 euro, di cui 81.000 a un’unica agenzia
Consulenze per eventi legati all’Expo nel Lazio: 43.920 euro
Sei workshop con cocktail “rinforzati”: 22.800 euro
Audioguide immersive per 12 postazioni: 16.567 euro
Video promozionali: 67.100 euro per 8 minuti di contenuti (pari a 8.387 euro al minuto)
Fondi europei, ma sempre pubblici
Il presidente della Regione, Francesco Rocca, ha respinto le accuse parlando di “strumentalizzazione politica” e chiarendo che nessuna risorsa è stata sottratta alla sanità o ad altri servizi essenziali:
“Non un euro è stato tolto alla sanità, ai servizi sociali o alle infrastrutture. Si tratta di fondi europei destinati all’internazionalizzazione”.
Tuttavia, come ricorda lo stesso D’Amato, “anche i fondi europei sono soldi pubblici e non possono essere trattati come se fossero privati”. L’esponente di Azione sottolinea inoltre due anomalie gravi: il ricorso frequente all’affidamento diretto e la sovrapposizione di molte voci di spesa, in particolare quelle legate alla comunicazione e alla promozione.
Internazionalizzazione o gestione disinvolta?
La domanda che oggi aleggia attorno alla vicenda è semplice: questa missione ha davvero rappresentato un valore aggiunto per l’economia e il tessuto imprenditoriale del Lazio, o è stata solo una costosissima passerella istituzionale?
Cocktail, lezioni a prezzi fuori mercato, regali personalizzati e consulenze lampo sembrano più aderenti a una visione opaca della spesa pubblica che a un piano strategico ben strutturato per attrarre investimenti.
Sarà ora la Corte dei Conti a stabilire se ci siano state irregolarità, ma la sensazione è quella di una gestione tutt’altro che sobria, ai limiti del grottesco, proprio in un momento storico in cui cittadini e imprese combattono ogni giorno contro tagli e rincari.
Feste a Osaka, ma i conti — quelli veri — si faranno a casa.
