Frosinone-Terracina: una corsa al giorno non basta. La propaganda estiva di Daniele Maura

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DI AUGUSTO D’AMBROGIO – Dal 9 giugno torna la linea Cotral soppressa anni fa. Ma il servizio è minimo, e la politica canta vittoria come se fosse una rivoluzione.

FROSINONE – Dal 9 giugno tornerà attiva, dopo anni di assenza, una corsa diretta Cotral tra Frosinone e Terracina. L’annuncio arriva dal consigliere regionale Daniele Maura che, attraverso un post celebrativo sui social, ha presentato l’iniziativa come un passo avanti per il benessere e la mobilità dei cittadini.

Ma a ben guardare, la misura appare più come un contentino estivo che una risposta strutturale alle esigenze del territorio. Una sola corsa di andata (ore 8:00) e una di ritorno (ore 18:00), attiva solo dal lunedì al sabato, non può essere considerata un servizio davvero utile e inclusivo, né tantomeno una risposta efficace ai problemi di mobilità tra l’entroterra ciociaro e il litorale pontino.

“Un servizio economico per tutti, nessuno escluso”, scrive Maura. Ma la realtà è ben diversa: chi lavora a orari flessibili, chi ha bisogno di tornare prima, chi ha figli piccoli o semplicemente vuole scegliere liberamente quando rientrare, resta escluso eccome.

La mossa, lodata dal consigliere come un risultato da incorniciare, appare invece un’operazione di facciata, utile forse per raccogliere qualche consenso sotto l’ombrellone, ma poco incisiva sul piano delle reali esigenze dei cittadini. Il trasporto pubblico interprovinciale resta debole, frammentato e, troppo spesso, lasciato all’iniziativa episodica del singolo politico di turno.

Senza un piano più ampio, con più corse, più orari, più collegamenti, questa corsa simbolica rischia di rimanere l’ennesimo spot elettorale travestito da servizio pubblico. A stupire, ancora una volta, è la tendenza a trasformare gesti minimi in conquiste storiche, mentre i veri problemi della mobilità regionale restano irrisolti.

Il consigliere ringrazia l’assessore ai trasporti Fabrizio Ghera e i vertici Cotral, ma non una parola viene spesa sulle cause della soppressione iniziale, sulle scelte che hanno portato a lasciare per anni cittadini e turisti senza collegamenti diretti, e su come si intenda evitare che il servizio venga di nuovo cancellato una volta spenti i riflettori estivi.

Siamo certi che la mobilità pubblica debba ridursi a una corsa al giorno per andare al mare? È questa l’idea di inclusività e servizio universale che si vuole promuovere?

Finché la politica continuerà a vendere iniziative simboliche come svolte epocali, sarà difficile recuperare credibilità nei confronti di chi, ogni giorno, affronta disagi reali sui mezzi pubblici. Servono meno annunci e più programmazione. Meno retorica, e più corse. Sul serio.

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