Expo Osaka 2025, viaggio da nababbi di 750mila euro per la Regione Lazio: scoppia il caso

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Tra soggiorni di lusso, gadget personalizzati e comunicazione, la partecipazione all’Expo 2025 di Osaka si trasforma in un caso politico.

Un viaggio istituzionale che si trasforma in caso politico. La missione della delegazione della Regione Lazio in Giappone per promuovere l’Italia in occasione dell’Expo 2025 ha sollevato polemiche per le spese sostenute, pari a circa 750 mila euro, interamente a carico dei fondi pubblici. La Corte dei Conti è stata chiamata a fare luce sulla vicenda, che ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica e del mondo politico.

A guidare la delegazione, composta da 67 partecipanti, è stata la giunta Rocca, che ha giustificato le spese come necessarie per garantire una rappresentanza adeguata dell’istituzione laziale in un contesto internazionale strategico. Tuttavia, l’entità e la natura di alcune voci di spesa hanno sollevato più di un interrogativo.

Gadget di lusso e comfort a cinque stelle

Il dettaglio delle spese parla chiaro: sono stati acquistati 67 trolley per un totale di 25 mila euro, oltre a una lunga lista di gadget e articoli promozionali: portadocumenti, penne, tappetini per il mouse, portacarte di credito, 30 cravatte e 30 foulard personalizzati.

Non meno discusso è stato il capitolo dedicato all’ospitalità. La delegazione ha soggiornato presso il Sarregis Hotel di Osaka, una delle poche strutture in grado di accogliere un gruppo così numeroso, con un costo complessivo di 65 mila euro.

La comunicazione costa cara

Una parte considerevole del budget è stata destinata alla comunicazione e alla promozione dell’iniziativa. Solo per prodotti audiovisivi sono stati spesi 67 mila euro, a cui si aggiungono 16 mila euro per le audioguide, 12 mila per le attività stampa in Giappone, 52 mila per spese generali di comunicazione, e 89 mila euro per agenzie e consulenti di comunicazione.

Polemiche e richieste di chiarimento

“È una spesa macroscopica – ha dichiarato il giornalista Sergio Rizzo  e proprio per questo chiediamo che venga fatta piena luce. Il controllo della Corte dei Conti è indispensabile per verificare le procedure e l’effettiva utilità delle spese.”

Non mancano i commenti taglienti anche da parte di ex amministratori: “Una volta c’era la Spending Review. Ora si spende senza pudore per viaggi che sembrano più gite aziendali che missioni istituzionali,” ha affermato  Sergio Rizzo giornalista (l’Espresso) con riferimento ironico anche ai tetti sugli stipendi pubblici.

La partecipazione all’Expo dovrebbe essere un’occasione per attrarre investimenti, promuovere il territorio e costruire relazioni internazionali. Ma, in assenza di trasparenza e risultati concreti, rischia di diventare l’ennesimo simbolo di una politica distante dai cittadini. La Corte dei Conti avrà ora il compito di valutare se l’interesse pubblico sia stato realmente tutelato.

 

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