di Augusto D’Ambrogio – Nel fine settimana dell’8 e 9 giugno 2025, gli italiani saranno chiamati a votare su quattro referendum abrogativi. Tra i quesiti, il numero 4 si concentra su un tema cruciale: la sicurezza sul lavoro. A sostenerne con forza l’approvazione è Sara Battisti, consigliera regionale del Lazio del Partito Democratico, che lancia un appello chiaro: «Votare sì per salvare la vita dei lavoratori».
Una presa di posizione netta, motivata da dati allarmanti. «Nel 2024 in Italia si sono registrati già oltre mille morti sul lavoro», dichiara Battisti. «Si muore in fabbrica, nei cantieri, sui campi, ma anche mentre si va o si torna dal lavoro. Sono tragedie quotidiane che non fanno più notizia, ma che raccontano una realtà drammatica».
Il quadro nel Lazio è particolarmente preoccupante: 107 vittime nel solo 2024, con un aumento significativo rispetto all’anno precedente. In provincia di Frosinone, otto decessi e il più alto numero di denunce per malattie professionali nella regione. Numeri che, secondo Battisti, impongono una riflessione profonda sulle lacune del sistema.
«Il Testo Unico sulla sicurezza è una buona legge, ma troppo spesso resta sulla carta», denuncia. «Mancano ispettori, i controlli sono sporadici, la formazione è carente. Inoltre, le norme faticano ad adattarsi ai cambiamenti del mercato del lavoro».
Sotto accusa anche il fenomeno del dumping contrattuale, con aziende che scelgono contratti meno tutelanti per risparmiare sui costi, a scapito della sicurezza. «Chi lavora in condizioni precarie o irregolari è maggiormente esposto ai rischi, spesso senza strumenti reali di tutela».
Per questo, la consigliera dem invita a votare sì al quesito 4, che punta a rafforzare il sistema dei controlli, aggiornare le norme e garantire tutele effettive. «È una scelta di giustizia e responsabilità. Dire sì significa dire no a un modello di lavoro che sacrifica la vita umana sull’altare del profitto.
