Ad Anagni infuria la polemica attorno al progetto da circa un milione di euro che prevede la realizzazione di un parcheggio laddove oggi sorge un’area verde nel cuore cittadino, tra viale Giacomo Matteotti e viale Roma. Un’opera pubblica che ha spaccato la comunità e generato un fronte di dissenso trasversale, anche all’interno dello stesso centrodestra.
Il progetto, fortemente voluto da una parte dell’amministrazione, mira a risolvere un problema reale: la carenza di posti auto. Tuttavia, a fronte di un’esigenza concreta, crescono i dubbi sulla sostenibilità e la visione complessiva dell’intervento. I “no” al progetto si moltiplicano e trovano sponda in movimenti civici, gruppi politici e singoli cittadini preoccupati per il futuro del patrimonio verde urbano.
Tra i principali oppositori, il movimento Difendi Anagni, che ha sostenuto il candidato sindaco Danilo Tuffi alle ultime comunali. In una nota diffusa alla stampa, il gruppo non usa mezzi termini: “I parcheggi servono, ma ci sono altre soluzioni. È assurdo sacrificare un parco pubblico per far spazio al cemento. Una buona amministrazione avrebbe restituito quell’area verde ai cittadini, alle famiglie, ai bambini. Avrebbe potuto diventare un grande spazio per eventi estivi, invece si sceglie ancora una volta la strada più facile: distruggere il verde per guadagnare qualche stallo auto.”
Il malcontento trova eco anche in una parte del fronte di destra, segno che la questione va oltre le logiche di partito. D’altra parte, la denuncia avanzata dal capogruppo consiliare Luca Santovincenzo ha portato Libera Anagni a muoversi in sede istituzionale, trasmettendo alla Regione Lazio la richiesta di riconoscimento come alberi monumentali dei filari di platani e tigli presenti lungo i viali interessati dal progetto.
Una mossa, quella di Libera Anagni, che punta a vincolare l’area e fermare la realizzazione dell’opera, salvaguardando un patrimonio arboreo che non ha solo valore ambientale ma anche storico e simbolico per la città.
Il caso riaccende un dibattito più ampio: qual è il futuro degli spazi pubblici ad Anagni? L’impressione, espressa duramente da Difendi Anagni, è che ci sia una “strana tendenza a trasformare tutto ciò che è verde pubblico in cemento utile a qualche privato, secondo la vecchia logica liberale di considerare il pubblico come un peso, anziché come una risorsa comune realizzata con i soldi dei contribuenti.”
Il progetto del parcheggio appare così come l’ennesimo banco di prova per l’amministrazione cittadina, che si trova ora a fare i conti con un’opinione pubblica sempre più attenta e sensibile alle tematiche ambientali. In gioco non c’è solo un’area verde, ma un modo di intendere la città: come spazio condiviso o come somma di interessi da capitalizzare.
La partita è ancora aperta. Ma il messaggio che arriva dalla cittadinanza è chiaro: Anagni non vuole scegliere tra il diritto alla mobilità e la tutela del verde. Vuole, e merita, soluzioni intelligenti, rispettose, lungimiranti.
