Cassino – A Piedimonte San Germano, lo stabilimento Stellantis continua a vivere una crisi che sembra non conoscere fine. I numeri parlano chiaro: da gennaio a maggio 2025, sono state prodotte appena 4.000 vetture, lo stesso quantitativo che prima della pandemia si realizzava in appena una settimana. Una media di 800 vetture al giorno che oggi appare lontanissima.
A lanciare l’allarme è Mirko Marsella, segretario provinciale dei metalmeccanici della Cisl: “Servono risposte concrete, serve un passo ulteriore. L’elettrico non si vende, e i modelli in produzione non riescono a tenere il passo”.
Il Maserati Grecale, fiore all’occhiello del sito cassinate, oggi fatica a raggiungere le 10 unità al giorno, quando si lavora. Rispetto allo scorso anno, le immatricolazioni del SUV del Tridente hanno subito un crollo del 70%, passando da 2.300 a 963 unità.
Anche il marchio Alfa Romeo arranca. La “coppia del Biscione” – presumibilmente Stelvio e Giulia – ha fatto segnare un calo delle vendite del 45% nel primo trimestre. La domanda è stagnante, e le linee restano spesso ferme.
Una crisi che non si limita solo allo stabilimento principale. Anche l’indotto è in sofferenza. Emblematico il caso della Denso, azienda di componentistica, la cui produzione è stata salvata solo da una trattativa sindacale-lampo durata 48 ore.
La richiesta dei sindacati è una sola: chiarezza sui modelli futuri e sui tempi. In un territorio dove lo stabilimento Stellantis rappresenta un pilastro economico e occupazionale, l’incertezza rischia di diventare paralisi. E senza un cambio di passo concreto, i numeri potrebbero continuare a peggiorare.
