Scanno (AQ) – Una notizia che lascia sgomenti: due giovani esemplari di orso bruno marsicano sono stati trovati morti questa mattina nell’invaso di innevamento artificiale di Colle Rotondo, nel Comune di Scanno, fuori dal territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
A darne comunicazione è stato lo stesso Parco attraverso una nota ufficiale diffusa sui canali social. I Guardiaparco e i tecnici sono intervenuti prontamente per i rilievi sul posto. Si tratta di due maschi nati lo scorso anno, ora affidati all’Istituto Zooprofilattico di Teramo per accertamenti necroscopici e tossicologici che dovranno chiarire le cause esatte del decesso. Al momento si ipotizza l’annegamento, ma si attendono conferme ufficiali.
Il Parco ha ricordato che già nel 2021 l’Associazione Salviamo l’Orso aveva realizzato interventi di messa in sicurezza dell’invaso, con l’installazione di griglie metalliche sulle sponde. Tuttavia, queste strutture sono state distrutte dal peso di neve e ghiaccio durante l’inverno, rendendo vano il lavoro svolto. Un nuovo piano di intervento definitivo era in fase di definizione insieme alle associazioni Rewilding Apennines e Salviamo l’Orso, oltre al Comune di Scanno, ente responsabile della gestione dell’infrastruttura. Proprio la recinzione dell’invaso, rivelatasi inadeguata, avrebbe permesso ai due orsi di accedere all’acqua senza più riuscire a risalire.
Il Presidente del Parco, Giovanni Cannata, ha espresso il proprio rammarico in una riflessione amara e lucida: “Non si tratta di dispiacere, ma di un dolore profondo che scatena mille domande. Avere la responsabilità della tutela significa poter agire senza se e senza ma, in coordinamento con tutte le Istituzioni coinvolte. Ma oggi, purtroppo, non è scontato che a questa responsabilità corrispondano anche i mezzi e le risorse necessarie”.
Una tragedia che riaccende i riflettori sulla fragilità dell’orso bruno marsicano, specie simbolo e in pericolo critico di estinzione, con una popolazione stimata in meno di 60 individui. E si fa strada un timore che rende tutto ancor più amaro: che i due cuccioli possano essere i figli di Amarena, l’orsa tristemente uccisa nel 2023. Al momento non ci sono conferme ufficiali.
Il Parco ha assicurato che verranno forniti aggiornamenti tempestivi non appena disponibili i risultati degli esami.
Nel frattempo, resta solo il silenzio di una perdita che pesa su tutta la comunità ambientale. E una speranza che, almeno questa volta, sia smentita la peggiore delle ipotesi.


