Morti sul lavoro, la strage senza fine: 138 vittime in due mesi. Un Primo Maggio segnato dal dolore

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DI AUGUSTO D’AMBROGIO – In Italia si continua a morire di lavoro. Il Primo Maggio 2025 arriva sotto il peso di un bilancio drammatico: nei primi due mesi dell’anno sono 138 i lavoratori che hanno perso la vita, secondo i dati provvisori dell’Inail. Tra gennaio e febbraio, si contano 101 decessi avvenuti sul luogo di lavoro e 37 in itinere, ovvero durante il tragitto casa-lavoro.

Solo negli ultimi giorni, due nuove tragedie: il 29 aprile, a Soresina (Cremona), un operaio di 35 anni è morto schiacciato dalla pala di un Bobcat. Il giorno prima, un 59enne è deceduto in una cava di marmo a Massa Carrara. Episodi che si aggiungono a una lunga scia di sangue che attraversa l’Italia da nord a sud, coinvolgendo ogni settore produttivo.

Secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo), nel mondo ogni anno si registrano oltre 2,78 milioni di decessi per incidenti o malattie professionali, e 374 milioni di infortuni non mortali. In Italia, nel solo 2024, le denunce di infortunio sfiorano le 590.000, di cui oltre 1.090 con esito mortale, secondo quanto riferisce l’Anmil.

Le principali sigle sindacali — Cgil, Cisl e Uil — dedicano oggi le manifestazioni del Primo Maggio proprio al tema della sicurezza. «Abbiamo scelto di mettere al centro la vita delle persone e dire basta alle morti sul lavoro», ha dichiarato Maurizio Landini (Cgil) dai Fori Imperiali. Daniela Fumarola (Cisl) è intervenuta da Casteldaccia, luogo della strage nella rete fognaria che nel 2023 costò la vita a cinque operai. Pierpaolo Bombardieri (Uil), da Montemurlo, ha ricordato Luana D’Orazio, morta a soli 22 anni in un’azienda tessile.

Il governo ha annunciato nuovi investimenti per oltre 1,2 miliardi di euro, in parte già disponibili tramite l’Inail, per rafforzare la prevenzione, i controlli e la cultura della sicurezza anche nelle scuole. Ma il decreto atteso per il Primo Maggio non è ancora arrivato.

«Il lavoro è uno dei pilastri dell’azione del Governo», ha scritto la premier Giorgia Meloni in un messaggio pubblicato sui social. «C’è ancora tanto da fare, ma la direzione è chiara». Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ribadito che «non sono tollerabili né indifferenza né rassegnazione» davanti alla strage silenziosa delle morti sul lavoro.

In un Paese in cui ogni anno si contano più di mille vittime e oltre mezzo milione di incidenti, il tema della sicurezza resta un’emergenza nazionale. E oggi, più che una festa, il Primo Maggio è il giorno del dovere della memoria e dell’impegno.

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