Di Augusto D’ Ambrogio
Il Partito Democratico del Lazio è a un bivio. Il segretario regionale Daniele Leodori ha convocato per lunedì la direzione regionale, con un solo punto all’ordine del giorno: il regolamento dei congressi delle federazioni. Un tema che riguarda da vicino la provincia di Roma e la federazione di Rieti, ma per Frosinone l’attesa è diversa e più delicata: si aspetta la nomina del commissario ad acta.
Una soluzione che potrebbe arrivare proprio lunedì, frutto di un’iniziativa della Segreteria nazionale, ma che dovrà comunque passare il vaglio della Commissione nazionale di garanzia. Sarà quest’ultima, infatti, a definire il mandato e i limiti operativi del commissario, incaricato di sbloccare una situazione ferma che si protrae da mesi.
Alla base della paralisi, i ricorsi presentati alla Commissione regionale di garanzia, che ha sancito la validità del tesseramento 2024 per l’iscrizione al partito, ma non per la determinazione della platea congressuale. Da qui, l’intervento della Commissione nazionale e l’esigenza di indicazioni chiare per la gestione del processo congressuale.
Una volta nominato, il commissario dovrà stabilire tempi e modalità per la celebrazione dei congressi, a partire da quelli dei circoli, fino all’assemblea provinciale, che ratificherà i risultati e avvierà la fase elettorale per la scelta del nuovo segretario. Un fattore tempo pesa su tutto: la finestra congressuale, aperta il primo aprile, si chiuderà il 30 giugno.
Sul fronte delle candidature, la situazione è già definita. In campo Achille Migliorelli, sostenuto da Area Dem di Francesco De Angelis e dal collettivo Parte da Noi di Danilo Grossi. Dall’altro lato, Luca Fantini, che può contare sull’appoggio di Rete Democratica di Sara Battisti e di Energia Popolare di Antonio Pompeo.
Lunedì potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase per il PD della provincia di Frosinone. Con regole certe e una sfida politica già delineata.
