Di Augusto D’Ambrogio.
Ceccano si prepara alle elezioni amministrative del 25 e 26 maggio, ma prima della sfida alle urne, il candidato sindaco Luigi Mingarelli interviene su due temi scottanti legati all’amministrazione comunale e alla gestione dei fondi europei.
Mingarelli, sostenuto dalle liste “Ceccano 2030 per l’acqua pubblica” e “Ceccano a sinistra”, ha commentato l’estensione delle indagini condotte dalla Procura Europea sui fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che hanno coinvolto la gestione delle risorse a livello locale. L’inchiesta, che ha portato a una proroga delle indagini per sei mesi e all’oscillamento del Consiglio Comunale, ha suscitato preoccupazione per la gestione di fondi cruciali per il rilancio del paese. La vicenda ha spinto a elezioni anticipate, ma ha anche sollevato interrogativi sulla trasparenza dell’amministrazione.
In una nota, Mingarelli ha sottolineato l’importanza di un primo atto forte da parte della prossima amministrazione. “Pensiamo che sia doveroso nei confronti di tutti i ceccanesi – afferma il candidato – che la nostra amministrazione si costituisca parte civile nel processo che seguirà la conclusione delle indagini. È necessario che i cittadini sappiano che le istituzioni stanno facendo la propria parte per garantire giustizia.”
Un altro punto sollevato da Mingarelli riguarda la riorganizzazione degli uffici comunali. Il candidato ritiene che, in seguito agli sviluppi dell’inchiesta, si debba procedere con una “ristrutturazione straordinaria” del personale dirigente e impiegato, secondo le linee guida dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC). “Non possiamo permetterci di lasciare inalterata la struttura decisionale dell’amministrazione – continua Mingarelli – i ceccanesi guardano con sospetto a chi, nonostante gli sviluppi giudiziari, continua a occupare posizioni chiave senza alcun cambiamento.”
Sul fronte della campagna elettorale, Mingarelli ha lanciato un monito contro le spese faraoniche che stanno caratterizzando la corsa al comune. “In un momento così critico per le famiglie e per l’economia locale, l’ostentazione di grandi disponibilità economiche non è solo inopportuna, ma rischia di allontanare la politica dalla realtà dei cittadini”, afferma il candidato. “Ci chiediamo: davvero tutti questi soldi investiti nelle campagne elettorali si tradurranno in promesse concrete? La moderazione delle spese sarebbe un segno di responsabilità e attenzione verso la difficile situazione economica che stiamo vivendo.”
Mingarelli conclude rimarcando la necessità di una politica più sobria e vicina ai bisogni reali della popolazione, soprattutto in un periodo di forte crisi socio-economica. “Chi andrà a governare Ceccano dovrà essere consapevole di dover amministrare con risorse ridotte e con il compito di ridare fiducia ai cittadini.”
Le elezioni del 25 e 26 maggio si preannunciano decisive non solo per la futura amministrazione, ma anche per il ritorno della politica locale a valori di trasparenza e responsabilità.
