«Un giorno ti svegli e scopri di essere morto» riassume così l’errore di cui è stato vittima Leonard Johnson. È accaduto a Seattle, nello stato di Washington. La Social Security Admnistration (SSA) lo ha dichiarato morto il 18 febbraio, ma l’uomo, 82 anni, è vivo o, come ha riferito lui stesso alla stampa locale, «molto vivo».
Da quel giorno Ned non ha più ricevuto la pensione e ha perso l’assicurazione sanitaria. A farlo presente è una lettera di condoglianze inviata a sua moglie Pam.
La lettera di condoglianze
«Abbiamo ricevuto di recente la notifica della scomparsa di Leonard A. Johnson» si legge nella prima riga della lettera inviata a Pam. «Offriamo le nostre più sincere condoglianze. Sappiamo che questo è un momento difficile – continua la banca – e siamo qui per aiutarla. Abbiamo ricevuto una richiesta dalla Social Security Administration di restituire i sussidi versati sul conto di Leonard A. Johnson, dopo la sua scomparsa. Non c’è nulla che tu debba fare: abbiamo dedotto i fondi dal conto». La somma dei contributi previdenziali detratti ammonta a 5.201 dollari, ovvero i pagamenti che aveva ricevuto a dicembre e gennaio.
La donna all’inizio ha pensato che fosse una truffa: suo marito, dopotutto, era seduto proprio lì, accanto a lei. Da quel momento ha inizio il viaggio nell’inferno sulla Terra per Ned e Pam.
Non sono morto
Leonard decide di chiamare subito la banca per chiedere informazioni. Il centro spiega che in data 18 febbraio è arrivata una notifica elettronica secondo cui fosse deceduto a novembre. «Ma sono al telefono con voi in questo momento» ha detto al telefonno «Inoltre, di cosa sarei morto?» ha aggiunto con sarcasmo. Nessuna risposta dal personale bancario, se non il consiglio di rivolgersi alla SSA.
Per dimostrare di essere vivo Ned, intenta una battaglia durata 3 settimane. Dalle due alle tre telefonate al giorno, ognuna con un tempo di attesa spropositato, a volte terminate senza la risposta di un operatore.
Alla fine l’appuntamento con la Social Security viene fissato il 13 marzo, posticipato al 24.
L’impeto
Stanco di aspettare il signor Johnson si dirige nel palazzo dell’Henry Jackson Federal Building in centro, al nono piano. Una coda di 50 persone, soltanto due cassieri a gestire il flusso di gente. «Quando ero in coda, pensavo che se avessi vissuto solo con la previdenza sociale, a quest’ora sarei stato vicino a rovistare nella spazzatura», ha dichiarato l’uomo al Seattle Times.
L’attesa di Ned dura quattro ore, poi, spazientito salta la fila: «Ho visto un’apertura e mi sono precipitato a dire loro che ero elencato come morto. Sembra che questo abbia attirato la loro attenzione». L’accaduuto viene così etichettato e risolto come «determinazione errata di morte». Ma qualcosa all’uomo non torna. Come è finito il suo nome nel «death master file» dell’agenzia? Uno scambio di persona?
Musk
Elon Musk, dirigente Tesla e capo della commisione DOGE, ha incentrato parte del taglio dei costi del nuovo dipartimento sulle frodi della pensione sociale. Non troppo tempo fa Musk ha pubblicato un foglio di calcolo che, a suo dire, mostrava milioni di persone decedute che percepivano ancora la pensione sociale. «Da un esame superficiale della Social security (il principale programma di welfare degli Stati Uniti), abbiamo persone che hanno 150 anni. Ora, conoscete qualcuno che ha 150 anni? Non lo so. Dovrebbero essere nel Guinness dei primati… Quindi penso che probabilmente siano morti» ha dichiarato durante un incontro con Trump alla Casa Bianca. Una tesi e delle informazioni completamente prive di fondamento e questo false.
In una conversazione con la CNN, Pamela, moglie di Ned, nonostante non sapesse cosa avesse causato l’errore, ha sollevato dubbi sul possibile legame tra DOGE e le fake news diffuse. L’agenzia, infatti, sta affrontando un taglio del 12% del personale a causa di DOGE, suscitando preoccupazioni tra i dipendenti della SSA riguardo ai possibili danni al programma che supporta 73 milioni di americani. «Non puoi far altro che riderci sopra, ma sembra che la situazione peggiorerà» ha concluso la donna preoccupata. (LEGGO)
