La crisi nel settore dell’automotive continua a peggiorare, e il sito Stellantis di Cassino ne è un esempio lampante. Il quadro è drammatico: le produzioni sono ormai ai minimi storici e, come evidenzia Gennaro D’Avino, segretario provinciale della Uilm, i lavoratori sono costretti a fronteggiare una situazione senza precedenti. L’intera filiera è coinvolta, nessuno escluso, in un continuo ricorso alla Cassa Integrazione, mentre le risposte per una vera ripresa tardano ad arrivare.
D’Avino sottolinea come il piano europeo sulla transizione verso l’elettrico non sia stato gestito con la necessaria attenzione, generando ulteriori incertezze. L’incapacità di pianificare e guidare questo passaggio cruciale ha lasciato molte realtà industriali in una condizione di stallo, con gravi conseguenze per tutti i lavoratori del settore. La crisi che colpisce il comparto auto italiano ha ormai una portata europea, dimostrando che senza interventi strutturali le difficoltà non si limiteranno a singoli impianti o aree geografiche, ma si diffonderanno rapidamente.
Non bastano più gli ammortizzatori sociali per tamponare questa crisi: il salario percepito dagli operai non è sufficiente a sostenere le famiglie, aggravando il disagio sociale. A tutto ciò si aggiunge l’immobilismo sul fronte del rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici, che è fermo da troppo tempo. È fondamentale che Federmeccanica e Assistal comprendano l’urgenza di portare a termine questo rinnovo per ridare speranza a un settore che da tempo cerca una via di rilancio.
La richiesta è chiara: servono politiche industriali mirate, progetti concreti per la ripresa dell’intera filiera e un forte impegno politico per garantire un futuro alle migliaia di lavoratori coinvolti.
