La situazione dello stabilimento Stellantis di Cassino e del suo indotto è sempre più allarmante. A lanciare l’ennesimo grido d’allarme è Andrea Di Traglia, segretario della FIOM CGIL di Frosinone e Latina, che fotografa una realtà in caduta libera: produzione al minimo, aziende dell’indotto con il fiato corto e ammortizzatori sociali in scadenza. La priorità? Investimenti concreti, oltre le promesse.
Un tessuto industriale allo stremo
Secondo Di Traglia, la ripartenza a singhiozzo dello stabilimento è frutto di due fattori principali: la mancanza di ordini e l’assenza di una visione chiara per il futuro. “Purtroppo sono anni che denunciamo questa situazione — afferma il segretario FIOM — e ora siamo davvero oltre il livello di guardia. Il tessuto sociale e industriale è in sofferenza e non riesce più ad andare avanti”.
Le aziende dell’indotto, già provate da una crisi lunga e complessa, rischiano di essere travolte da un effetto domino devastante. I casi di De Vizia, Trasnova, Teknoservice e Logitech ne sono esempi emblematici: realtà che faticano a reggere l’impatto di una produzione sempre più ridotta, con ripercussioni sull’intera economia locale.
Il rischio di un “buco nero”
Di Traglia parla chiaramente di un “buco nero” che potrebbe inghiottire l’intero comparto metalmeccanico del territorio. “Lo dicevamo da tempo: senza investimenti e una strategia industriale chiara, si rischia di portare a fondo non solo lo stabilimento Stellantis, ma tutto l’indotto e la componentistica, creando una crisi sociale ed economica senza precedenti”.
Le risposte che servono
Ora la palla passa a Stellantis e al Ministero: l’azienda deve chiarire le proprie intenzioni e mantenere fede agli impegni presi. Servono risposte concrete e investimenti reali per riportare la produzione a un livello dignitoso, ridando ossigeno a un tessuto industriale ormai in ginocchio. Il futuro di Cassino, della sua fabbrica e di centinaia di lavoratori dipende dalle scelte che verranno fatte oggi.
Conclusione
Non c’è più tempo per le promesse: è il momento di agire. Cassino e il suo territorio non possono più aspettare.
