Il 2024 si sta rivelando un anno estremamente difficile per Stellantis, con ripercussioni pesanti anche sullo stabilimento di Cassino e sul suo indotto. La crisi produttiva ha portato a oltre 45 giorni di inattività, e nei primi mesi dell’anno le linee hanno lavorato per appena una dozzina di giorni. Tuttavia, una ripartenza è in programma: il rientro sulle linee è fissato per il 10 marzo, mentre i reparti di lastratura e verniciatura riprenderanno, seppur parzialmente, già il 4 marzo.
I dati finanziari dell’azienda, diffusi ieri, confermano il trend negativo: calo dei ricavi netti del 17% rispetto al 2023, consegne consolidate in diminuzione del 12% e un crollo dell’utile netto del 70%. Numeri preoccupanti, che però il presidente John Elkann ha interpretato in una chiave meno pessimistica, lanciando un messaggio di fiducia ai lavoratori e al mercato.
Una boccata d’ossigeno per l’indotto
Se la situazione di Stellantis resta incerta, uno spiraglio di speranza arriva per l’indotto e per l’intero comparto dell’automotive. Durante la presentazione del piano industriale del Lazio, elaborato dalla Regione in collaborazione con Unindustria, la Vicepresidente della Regione Lazio e Assessore allo Sviluppo Economico, Roberta Angelilli, ha annunciato un importante finanziamento per sostenere le imprese della filiera.
“Non finanziamo le multinazionali come Stellantis, ma finanziamo l’indotto”, ha dichiarato Angelilli, sottolineando che la Regione ha stanziato 16 milioni di euro per supportare le aziende del settore. Un intervento che rappresenta un aiuto concreto per le imprese locali, alle prese con le difficoltà di un mercato in forte trasformazione.
Prospettive per il futuro
Sebbene il settore stia attraversando una fase di incertezza, il sostegno all’indotto potrebbe contribuire a mantenere attiva la filiera produttiva e a preservare posti di lavoro. La speranza è che, accanto alle misure regionali, anche le strategie aziendali di Stellantis possano portare a una ripresa più solida nei prossimi mesi.
La sfida per Cassino e per tutto il comparto dell’automotive resta aperta, ma gli ultimi sviluppi dimostrano che il settore non è abbandonato a sé stesso. Ora la parola passa alle istituzioni, alle aziende e ai lavoratori: l’obiettivo comune è trasformare questa crisi in un’opportunità di rilancio.
