Isola del Liri, l’ambulatorio e i posti letto: politica dell’apparenza

ospedale isola

DI AUGUSTO D’AMBROGIO.

C’è un vecchio adagio che in politica vale più di ogni altro: non conta fare, ma farlo vedere. Un principio che il sindaco di Isola del Liri, Massimiliano Quadrini, sembra conoscere bene. Ieri mattina, con un post sul sito del Comune, ha annunciato l’apertura dell’ambulatorio per le cure palliative nel presidio sanitario locale, definendola “una risposta concreta ai pazienti affetti da patologie croniche, ai loro familiari e assistenti”.

Senza dubbio, si tratta di una notizia positiva. Ma le cose vanno raccontate per intero. E soprattutto vanno ringraziati i medici, tutti i medici, che con il loro lavoro hanno reso possibile l’apertura dell’ambulatorio. Il sindaco non l’ha fatto? Lo facciamo noi: grazie.

Ora però veniamo ai dettagli che il primo cittadino ha omesso. L’ultimo piano dell’ex ospedale di Isola del Liri è completamente vuoto e, per ora, resterà tale. Questo perché di recente sono stati convenzionati nove posti letto di hospice alla casa di cura privata Ini – Città Bianca di Veroli e altri nove alla casa di cura privata Villa Letizia di Patrica.

Per essere chiari: un posto letto di hospice “vale” tra i 200.000 e i 230.000 euro l’anno. Fate voi i conti. Noi, al contrario, avremmo potenziato i posti letto nell’hospice pubblico già attivo a Isola del Liri. Ma evidentemente chi gestisce la sanità in questo territorio ha fatto scelte diverse.

Una scelta politica? Certamente. Una scelta che premia il privato a discapito del pubblico? I numeri parlano da soli. E mentre i conti non tornano, i cittadini restano a guardare.

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