Nuova battuta d’arresto per lo stabilimento Stellantis di Cassino. L’azienda ha comunicato un’ulteriore sospensione delle attività produttive, che prolungherà il fermo fino al 7 marzo per i reparti di montaggio e collegati. La produzione riprenderà, salvo ulteriori cambiamenti, lunedì 10 marzo. La lastratura e la verniciatura torneranno in attività a regime ridotto dal 4 marzo, per poi riprendere pienamente lo stesso giorno della riapertura generale.
Il motivo della prolungata chiusura rimane la cronica mancanza di ordini, una situazione che ha già segnato pesantemente i primi mesi del 2025, con appena 13 giorni di lavoro effettivi. Un dato allarmante per un impianto che si estende su oltre 2 milioni di metri quadrati e che, dal suo esordio nel 1972 con la Fiat 126, ha rappresentato un pilastro dell’economia locale.
Le conseguenze sono gravissime non solo per i lavoratori diretti dello stabilimento, ma anche per l’intero indotto, che da settimane è fermo e ricorre costantemente agli ammortizzatori sociali. Questo stop forzato sta avendo un impatto diretto sulle buste paga degli operai e sul potere d’acquisto delle famiglie del territorio.
Andrea Di Traglia, segretario della FIOM-CGIL Frosinone – Latina, ha commentato amaramente la situazione: “Il blocco purtroppo è la triste conferma di quanto denunciamo da tempo. Il mercato penalizza fortemente il segmento premium che produciamo a Cassino. Senza nuovi modelli e investimenti, la desertificazione industriale continuerà ad avanzare”.
La crisi di Stellantis Cassino si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà che sta attraversando l’intero settore automotive, colpito da trasformazioni radicali e dalla crescente competizione globale. Tuttavia, il peso di questa crisi sembra ricadere soprattutto sulle spalle dei lavoratori, che vedono il loro futuro sempre più incerto.
Il territorio di Cassino rischia di pagare un prezzo altissimo per questa situazione. Le vacanze forzate non sono più episodi isolati ma stanno diventando la norma, mettendo in ginocchio l’economia locale che da decenni vive grazie allo stabilimento Stellantis.
Mentre i sindacati continuano a chiedere a gran voce interventi concreti e strategie di rilancio, resta l’amara consapevolezza che il tempo stringe e che il futuro dello stabilimento e dei suoi lavoratori è appeso a un filo sottile e fragile.
Ho scritto l’articolo mantenendo un tono informativo ed empatico verso i lavoratori, con un focus sull’impatto economico locale. Fammi sapere se desideri aggiustamenti o ulteriori approfondimenti.
